Se le prime giornate fossero iniziate come quella di oggi sarei a casa dal mese giugno.
Decido di non passare per Caceres, ma per Merida, 70 km più a sud ed altrettanti km in meno, in pratica 334 km, tenete a mente questo numero!!!
Riprogrammo il gps e mi avvio.

Già da subito mi incazzo, strada bianca tutta buche, e deviazioni che non si vedono, a questo va aggiunto il fatto che, dovendo passare per dei recinti di animali, alcuni passaggi, o meglio quello che ho visto, sono assolutamente impraticabili.
Ricontrollo la mappa e vedo che c’è una strada che incrocia il percorso del gps.
Mi muovo in quella direzione, una salita che da El Escorial in circa 6 km porta al Puerto de la Cruz Verde.
Arrivato al passo faccio un controllo e scopro che da questa strada il percorso è più breve di circa 20 km, infatti da qui a Merida i km sono 307!!!
Naturalmente vi lascio immaginare la mia reazione, dopo avere perso 2 ore a girare a vuoto.

Comincio la discesa verso Robiedo de Chavela, 10 km di forte dolore ai quadricipiti, ripieni come sono di acido lattico accumulato nei giorni precedenti.
Per fortuna è una discesa abbastanza dolce, ma questo non toglie il dolore, specie nei brevi tratti più pendenti.
A Robiedo ci arrivo verso le 13:30, sono molto stanco al punto di addormentarmi non appena mi siedo e come non bastasse inizia a piovere.
La pioggia è intensa, decido di fermarmi un poco, così verso le 16:30 riprendo a camminare.
Mi attendono circa 20 km di strada per Pelayos, intanto ha smesso pure di piovere.
La strada non è male, seppur incompleta, la banchina permette di muovermi in maniera agevole.
A metà strada questa comincia a salire di nuovo, circa 4 km al 6%.
La discesa è molto lunga e dopo avere passato e visto le antenne paraboliche della NASA, che qui ha una sede, come non bastasse, arrivo all’incrocio con la M501 e trovo il traffico proveniente da Madrid, molto intenso, che procede nella medesima mia direzione.

Finalmente e quasi al buio arrivo a Pelayos, cerco subito una sistemazione e dopo avere chiesto, avere incrociato sia Guardia Civil che Polizia Municipal, presso il ristorante che si trova sulla diga,il personale dello stesso, mi dice di piantare la tenda sotto la scala che dal ristorante porta al muro della diga stessa,
Al riparo dalla pioggia e lontano dai soliti rumori, finalmente, riesco a dormire un poco.
Alle 8 sono per strada, mi informo per un bar e una panaderia, colazione, quindi mi muovo in direzione di San Martin di Valdiglesias.
La strada è la M 501, come sempre comodissima e larga.

Lungo il tragitto approfitto di vigne ed alberi di fico abbandonati.
Mi fermo pure presso una cantina, vorrei provare i loro vini, ma non hanno tempo, in paese c’è festa e loro si devono organizzare.
A Santa Maria de Tietar mi fermo per pranzare e fare un poco di pulizia.
Il gps da questo punto mi da una direzione che decisamente scarto e proseguo verso Sotillo de la Andrada.
Qui sosto per un caffè e fare una minima spesa pensando a domani.

Continuo sulla AV 915.
A Higuera de las Duenas mi vorrei fermare per un caffè, ma è tutto chiuso.
Chiedo e mi dicono che a meno di tre km c’è Fresnedilla, con bar e tienda.
Arrivato i mi fermo al primo bar, seguo gli ultimi km de “La Vuelta”, mi offrono un chupito e riparto.
Poche centinaia di metri e vedo un altro bar, mi fermo pure qui.
Qui il tutto è differente, gli avventori chiedono e offrono, alla fine sono ben ben satollo con l’ottima morcilla ed il fantastico formaggio che mi offrono.
Poco prima di ripartire si offrono di accompagnarmi fino a El Real di San Vicente.
Il tempo minaccia pioggia e non me la sento di rifiutare.
Pochi km ed arriviamo in paese , qui c’è in corso una festa e tra le attrattive c’è qualche cosa che non mi piace, lo dico chiaro e gli accompagnatori mi portano al primo bar accessibile.

Qui si premurano di farmi trovare un buon posto ove accamparmi, quindi procediamo con “las vueltas” di bevute.
Verso le 21 piazzo la tenda con la “protezione” di un signore amico di uno degli accompagnatori.
Alle 23 sono in tenda!
La festa procede ed i tappi alle orecchie sono d’obbligo!
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