14-15 luglio da Ängelholm a Helsinborg a lago di Furesø

Le foto al primo Wi-Fi

Tappa breve oggi.

Mi tiro fuori dalla tenda con la paura di trovare il terreno tutto zuppo d’acqua, stanotte ha piovuto molto.

Sorpresa: tutto è asciutto e persino la tenda.

Mi affretto a sistemare il tutto, il cielo non promette alcunché di buono, vedo in lontananza degli scrosci e non vorrei arrivassero dove mi trovo.

Mentre sistemo il bagaglio, con il poco di gas rimasto, mi faccio pure un buon te, pane di segale e il miele donatomi da Peter, una vera delizia.

Mi avvio, e se durante la settimana non si vedono le persone nelle case, lascio immaginare a voi cosa può essere la domenica.

Presso molte di queste abitazioni vedo, da diversi giorni, molte vetture con targa danese, una vera invasione.

Il percorso è del tutto pianeggiante e mi muovo con lentezza, ho il check-in alle 14, nonostante ogni tanto mi prenda la solita foga, quella che poi mi permette di fare ogni giorno quei km.

La prima cosa che incontro della città di Helsinborg, è un grosso centro commerciale e qui vedo, dopo circa 800 km di Svezia, il secondo negozio Ikea. Sarà che vendono solo a noi le loro porcherie, almeno quel che vendono ora, 25 anni fa i prodotti erano decisamente migliori.

Ed ora quello che per me è un incubo, attraversare una città, sono 8 km fino all’ostello, che per fortuna almeno è a poche centinaia di metri dal porto.

Ci arrivo in anticipo, ma c’è una ragazza albanese che mi da la camera lo stesso ed inoltre mi fa il bucato e pure a gratis.

Oggi risento di tutta la stanchezza dei giorni passati e la voglia di uscire è poca, dato che ho voglia di pasta all’uovo e di una buona carbonara, faccio un salto al supermercato, trovo il pecorino romano, il guanciale lo dimentico, della normale pancetta, tagliatelle all’uovo fresche e non ho il pepe, ma va bene così!!!

Mi sveglio presto dopo una notte quasi insonne.

Mi preparo qualche cosa di caldo in cucina, quindi finisco il bagaglio, mi aspetta il traghetto per Helsingør.

Non ci metto molto ad arrivare al porto, e per strada mi fermo in un negozio cinese di alimentari, per acquistare una bevanda solubile allo zenzero e limone che ho bevuto in ostello.

Fatto ciò, 5 minuti e sono al porto. Con 5€ faccio il biglietto… devo capire perché i siti di vendita biglietti di navi, con il suffisso .IT debbano essere così ladri, il minimo che avevo trovato era di 42€.

Il viaggio è breve, in meno di 20 minuti sono in Danimarca, e qui comincia la breve avventura danese.

Si inizia con un terribile odore di materiale organico marcescente.

Poi uscire dal centro, essendo questo molto piccolo, dovrebbe essere facile, invece ci metto circa 30 minuti.

Cerco la maniera di connettermi ad internet, e per fortuna e la gentilezza di un ragazzo di 3 riesco a sistemare alcune cose.

Appena sul lungo mare già immagino la lunga spiaggia ricca di luoghi ove campeggiare… invece il sogno svanisce nel giro di una decina di km, quando la spiaggia si trasforma in un prato per foraggiare le mucche.

Non avendo, comunque, alcuna voglia di passare per Copenaghen, decido di allontanarmi dal mare ed andare verso l’interno, in modo da raggiare la città.

A differenza della Svezia, qui tutto pare a misura di bicicletta, le piste ciclabili non si contano, sono addirittura troppe e molte volte se non conosci ti confondono.

Ad Hørsholm incontro un ragazzo che mi invita a piazzare la tenda nel giardino di casa sua, peccato che sia oltre 3 km indietro, avrei accettato volentieri l’invito.

Continuo e dopo diversi km comincio a cercare un posto dove piazzarmi, il navigatore mi porta su strade che, data l’ora e la nuvolosità, sembrano da fiaba del terrore.

Comunque, verso le 21, lungo la sponda del lago Furesø trovo una capanna di avvistamento che da su una palude.

Il posto è calmo, tranquillo ed asciutto, decido per la sosta.

Mentre mi preparo arrivano tre persone che fanno la loro visita e vanno.

Verso le 22:30 mi metto giù e comincia la battaglia con le zanzare.

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12-13 luglio da Unnaryd a Knäred ad Ängelholm

Lascio Joey sulla riva del lago, come ha detto lui prima delle 11 non parte.

Mi avvio lungo la strada che mi porterà alla sosta successiva. All’inizio mi aspettano oltre 20 km di niente.

C’è molta umidità sul terreno è già a bordo strada vedo dei cantarelli che pare mi aspettino, già ieri una mezza borsa l’ho regalata, non avendo modo di cucinarli e col rischio che vadano a male.

Oggi rischio di nuovo, troverò un campeggio munito di cucina affinché io possa una volta cucinare?

Comincio la raccolta che per quel tratto è scarsi a, ma confido nel prosieguo.

Ad un certo punto sento una specie di grugnito provenire dal bosco, mi preoccupo, è un orso o un’alce, magari femmina col piccolo?

In entrambe i casi è meglio darsela a gambe, magari cacciando qualche urlo, poco dopo incontro un signore il quale mi dice che al 99% è un’alce, ma rimane sempre il dubbio che sia una femmina con prole. Non ho rischiato a cercare di fare fotografie.

A Lidhult sosto per scrivere e per connettermi ad internet tramite il Wi-Fi di un supermercato.

Nel frattempo dalla direzione in cui devo andare, sento arrivare il rombo di tuono e le grosse nubi bianche si stagliano all’orizzonte sopra gli alberi.

Sono indeciso sul da fare, l’applicazione di Meteo&radar mi dice che dovrei prendere ben poca della pioggia che pare debba cadere.

Mi avvio, non dopo avere preparato tutto nell’eventualità di precipitazioni, e vado incontro al temporale. Per fortuna tutto il pomeriggio mi ha piovuto attorno e nemmeno una goccia sul mio percorso, o meglio, ha si piovuto ma non quando mi ci trovavo.

Dopo alcuni km la strada volge a sinistra e si infila nella foresta, non è asfaltata ma è un buon fondo per camminare.

Dopo alcuni km però fa una deviazione e mi porta su una strada, sempre sterrata, ma dal fondo pietroso è male battuto.

Trovo una casa sulla riva di un laghetto, odo delle voci, mi avvicino e chiedo dell’acqua, stavolta faccio il pieno, quasi 5 litri.

Il proprietario mi dà delle indicazioni riguardo a questo tratto di strada, e non sono affatto piacevoli, sono 7 km di una vecchia strada militare, in parte ancora in uso dagli stessi e che corre al fianco di un poligono di addestramento.

Piccola consolazione, trovo tantissimi funghi e alla fine la strada migliora spianandosi e lisciandosi.

Ho più di mezza borsa di cantarelli, e mi duole il cuore, ma è più forte di me, li devo raccogliere, spero di trovare chi li apprezza.

Gli ultimi 15 km a Knäred sono su asfalto su una strada poco frequentata.

A cinque km dal paese metto in atto la tecnica della ricerca di acqua, anche se questa volta più che tecnica è totale ed assoluto bisogno di liquidi, ho finito quella cha avevo.

Vedo un signore presso la sua casa, mi avvicino e gli chiedo se può riempirmi le bottiglie, naturalmente gli chiedo pure se c’è la possibilità di piantare la tenda, preciso che stava rabbuiando, guarda il suo prato e mi dice: “guarda qui quanto posto, mettila dove vuoi!” 

Che dire, meglio di così.

Gli chiedo se gli piacciano i funghi, gli faccio vedere ciò che ho e con un viso ben contento li accetta.

Mi dice pure che se fossi passato il giorno prima mi avrebbe portato nello chalet che hanno, con la famiglia, a poca distanza da lì, ma va benissimo così!

Sono le 7 e sono già in movimento, il cane di Peter mi salta sulla tenda, fortuna ero già sveglio.

Mi sfilo e mi viene servita una grossa tazza di caffellatte, erano giorni che non bevevo qualche cosa di caldo al mattino, è una vera consolazione.

Prima di andare Peter mi offre un vasetto di miele che producono le api che alleva.

Mentre preparo il bagaglio inizia a piovere, faccio in fretta e mi avvio, piove per circa 30 minuti quindi comincia a farsi azzurro il cielo.

Dopo 5 km sono in paese faccio qualche acquisto e poi mi riavvio.

Oggi con la strada non dovrebbero esserci problemi.

Oggi l’obiettivo è Ängelholm, i soliti km, mentre mi riservo a domani la tappa corta prima del traghetto per la Danimarca.

Non c’è molto di interessante, se non il continuo incontrare dei poli industriali piccoli o grandi, che mi fanno pensare a quante di queste fabbriche siano state portate qui dal sud dell’Europa.

Perché in fondo la vera perdita dal questo punto di vista, non è stato ciò che hanno portato in Cina o nei paesi dell’est, in genere robaccia, ma quel che hanno portato qui, il meglio dell’industria, ne sono convinto!

Oggi risento in modo particolare della grande fatica fatta ieri, ero distrutto dopo i 7 km di strada bianca.

Faccio fatica, e a circa 10 km da Ängelholm mi fermo a mangiare un piatto di insalata, da almeno 10 giorni che non ne mangio.

Questa breve sosta mi ha un poco rinfrancato e la meta la passo via senza problemi trovando da piazzare la tenda al bordo di un campo di orzo.

Durante la notte piove!

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10-11 luglio da Lovsjö a Hillerstorp a Unnaryd

Ieri sera il gestore del campeggio mi aveva consigliato di piazzare la tenda in un dato punto per evitare il sole del mattino. Alla ricerca invece di un posto che fosse ben soleggiato ho piazzato la tenda in un altro punto. Stamane ero all’ombra di un albero e così l’asciugatura del telo esterno è andata a farsi friggere.

Partenza alle 9. La strada scende di lato all’autostrada E4, quindi per molte ore sopporterò il rumore da essa proveniente.

La giornata promette bene, cielo parzialmente nuvoloso, leggero vento e per la prima volta non indosso la felpa.

La promessa va a farsi fottere poco prima di arrivare a Byarum: comincia a dolermi in modo intenso il polpaccio destro, ciò mi riporta ad un anno fa in Spagna.

Per precauzione indosso la calza contenitiva che mi fece indossare il medico lo scorso anno.

Dopo qualche km la cosa pare migliorare, già a Viggeryd cammino meglio.

Qui mi fermo per pranzare.

A Skillingaryd sosta alla ricerca di gas con esito negativo.

Manca ancora molto a Hillerstorp e la stanchezza, dovuta al mal camminare per compensare la stortura del piano stradale, si fa sentire.

A proposito, la suola della scarpa destra sta cedendo, confido nel cambio che ho al seguito.

Sosta sonnellino, erano diversi giorni che non la facevo, e riprendo.

Anche oggi non c’è molto da dire riguardo al percorso, cambia veramente poco.

Mancano 175 km circa a Helsinborg e dal più profondo non vedo l’ora di finire con la Svezia. Se la Finlandia mi ha stancato per i troppi km, qui lo sono, stanco, per l’assoluta noia del luogo.

Tra le altre cose, se la prima volta in Svezia mi hanno invitato a bere, la “seconda prima volta” mi hanno dato pure un letto per dormire, per il resto non c’è proprio nulla di gentile negli svedesi, tra le popolazioni con cui ho avuto a che fare sono i meno raccomandabili.

Stavolta ho azzeccato la giusta posizione per la tenda, è bella asciutta.

Il posto ove ho trovato da piazzarla è in centro al paese.

Ci sono diversi posti in diversi paesi ove ci sarebbe la possibilità di usufruire di questi luoghi riservati a camper e tende, ma gli abitanti non lo sanno, quindi si va a caso.

Tappa odierna copia di quelle dei giorni scorsi, con una piccola differenza.

Il non riuscire a trovare sta cavolo di bomboletta del gas, mi fa andare in bestia, specie oggi.

Ho trovato tanti funghi cantarelli ma ho dovuto regalarli perché nemmeno all’ultimo distributore/negozio ho trovato il gas.

Solo camminando lungo la strada, poco trafficata, ne ho trovati almeno mezzo kg al mattino, il pomeriggio poi non vi dico su quella strada forestale.

Avrete capito che leggermente diverso è stato il percorso di oggi, meno strade trafficate e una strada bianca di alcuni km.

Il tempo è stato buono, ho dovuto camminare al mattino proteggendomi il viso per il sole battente, mentre al pomeriggio il passaggio di diverse nubi, ha rinfrescato.

L’arrivo a Unnaryd, dopo le 21, ha comportato la solita pietosa è snervante ricerca di un posto tenda, non c’è verso, nemmeno il prete di una chiesa missionaria, ce ne sono a bizzeffe qui e di ogni genere, mi ha lasciato posarla dietro la chiesa sul suo prato ben rasato.

Alla fine, tramite il prete, ho trovato sulla riva del lago, e qui non ero solo, un ragazzo tedesco in bici ci si era piazzato già dalle 17.

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8-9 luglio Boxholm a Battured a Lovsjö

Dormito poco e male, dorante la notte un forte acquazzone mi sveglia durante il poco sonno che riesco a fare, alle 6:30sono in piedi e dopo un’ora parto.

Le previsioni danno cielo nuvoloso per tutto il giorno, ma mai fidarsi qui, le previsioni le sbagliano pure se fatte al momento.

In paese cerco disperatamente una bombola di gas, nulla da fare, mi rassegno a cercare in Danimarca, intanto mangerò a freddo.

La strada sembra buona e ci cammino tranquillamente.

L’intento mio era di passare esternamente a Tranäs, però trovo, circa 10 km prima, una deviazione per quel centro su una pista ciclabile.

Dopo due ore circa arrivo nella cittadina, il percorso è molto tranquillo e comodo, inoltre allunga il percorso di sole qualche centinaia di metri.

Qui sosto per circa un’ora e riparto.

Quello che aspetta è cosa da far “smaronare” la persona più calma al mondo.

Dopo qualche km di stradine extra comunali e dopo avere divorato qualche kg di ciliegie direttamente dagli alberi lungo la strada, mi ritrovo su una di quelle strade da incubo che avevo incontrato a giugno nel nord.

Ad un bivio mi fermo alla fermata del bus, e controllando il gps mi accorgo che d’ una deviazione, che allunga si di qualche km il percorso, ma lo fa con maggiore sicurezza.

Effettivamente, pur essendo una strada stretta, il traffico scarso permette di camminare con una certa tranquillità.

Lungo il tratto fino a Battured, di emozionante trovo solo un incidente.

Ai quasi 50 comincio a cercare da piazzare la tende, trovo solo un bel l’albero pieno di ciliegie e gente che oltre a darti dell’acqua ti da solo scarsi consigli e non un pezzo di terreno dove piazzare la tenda.

Proseguo per altro 10 km e finalmente trovò un posto tranquillo con annessi bagni.

Stavolta sono così stanco che mi addormento subito e rimando lo scritto ad oggi.

Dormita siderale, addormentato alle 22:30 svegliato alle 6:30, per me è pazzesco.

Pane e burro salato e via.

Google maps mi dà un percorso da pazzi, mi manda in autostrada a piedi.

Decido di provare con Maps di Apple è qui si che si ragione, mi manda su un percorso parallelo su strade secondarie.

Strada tranquilla fino ad un certo punto, stretta e stranamente molto trafficata, specie da grossi mezzi.

 Comunque va bene così, sono tranquillo ed il passo veloce per le 12:30mi porta a Kaxholmen dove sosto per un paio di ore, scrivendo e spedendomi le foto per il blo.

Riparto verso le 14:30.

Scendo verso Huskvarna, la ciclabile è di fianco alla strada ma è Comoda e spaziosa.

Arrivato al bivio per Jönköping cominciano i problemi.

Vanno bene si le piste ciclabili, ma farne tant’è che si incrociano mettono in difficoltà pure il navigatore e ci metto oltre un’ora ad uscire da userò agglomerato urbano.

Giunto alla periferia il massimo di Google maps, devo passare dall’altra parte della statale a quattro corsie, quella terribile con cavo in acciaio al centro, unica soluzione: attraversare.

Per fortuna che Mappe è un tantino meglio e mi fa vedere la strada che porta alle piste da sci e non solo.

Continuo lungo una strada immersa nel bosco per diversi km, quindi si apre alle colture e alla cittadina di Barnap.

Qui sosto per cenare, ho ancora un paio di ore, e anche più, per camminare, verso le 21 mi fermo in un campeggio.o

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6-7 luglio da Norrköpping a Linköping a Boxholm 

abbiate pazienza per le foto, appena ho il Wi-Fi

Dopo una buona nottata mi alzo verso le 8 e alle 9 sono in strada.

Una delle cose più odiose in questi cammini è l’attraversare le città.

Non le sopporto proprio, è più son grandi e più grande è la mala sopportazione.

Norrköpping non è da meno, e il navigatore aiuta ben poco.

A stento c’è la faccio in 90 minuti circa.

Inutile dire che trovare un bar o qualche cosa che gli somiglia è una bestemmia, per fortuna qualche cosa me la sono fatta in albergo.

La strada, fuori dalla città, che ho attraversato su piste ciclabili, è il solito trantran dei giorni precedenti.

Si snoda tra campagna e qualche bosco, a tratti larga e comoda e per certi tratti guai se si incrociano le macchine.

Tra quelli che considero degli incapaci alla guida, e i cosiddetti spericolati, devo stare molto attento, ho rischiato un paio di volte di finire nel fosso.

Comunque arrivato sulla 215 tutto cambia, si fa ampia, comoda e più sicura. All’incrocio con l’autostrada che porta ad Helsinborg, trovo pure un buon posto per fermarmi a pranzare.

Nel tardo pomeriggio cerco d capire come sarà il tempo, la mattinata è iniziata nel migliore dei modi, sole, buona temperatura ed un poco di vento che non ha guastato affatto.

Verso le 17 dovrebbe iniziare a piovere, invece tarda di quasi un’ora e ciò va bene.

Mentre sto arrivando a Linköping inizia a cadere in modo insistente ed abbondante.

Non trovo campeggi od ostelli e mi devo piazzare per la seconda notte consecutiva in albergo.

Verso le 19:30 ci giungo e nonostante non avessi prenotato trovo posto, i prossimi giorni le previsioni danno pioggia, speriamo bene…

Effettivamente è un ostello, ha pure la cucina, ma a diverse stelle, servono la colazione e le stanze sono pure singole.

Volevo fare la mia colazione in cucina ma visto che tutti vanno verso la sala da pranzo ci vado pure io.

Sono le 8 e le previsioni danno pioggia tra le 8 e le 9 al 30%, effettivamente piove per circa 18 minuti 😁😁😁

Alle 9 parto e stavolta le difficoltà per uscire dalla città sono minori.

Immediatamente fuori mi immetto su una ciclabile e per circa 15 km vado sul sicuro.

Guardando ieri la mappa mi aveva dato l’impressione che fosse una statale a 4 corsie, invece è la pista ciclabile che occupa le corsie esterne.

Il traffico è quello tipico domenicale, scarso la mattina.

Oggi la preoccupazione è di trovare una bombola di gas, la sto cercando da diversi giorni, fin dalla Finlandia, ma quel che serve a me pare quasi introvabile.

Lo stesso faccio nei supermercati, ma nulla.

Spero di non dovere usare quella a legna, che per quanto comoda sia è fastidioso in quanto sporca molto.

Proseguo attraversando diversi centri e questo se si vuole è un aiuto in quanto camminando da uno all’altro pare che si cammini più veloci.

Vikingstad, Mantorp e Mjöby sono quelli più grossi, tra l’ultimo e Boxholm c’è la distanza più grande, circa 15 km.

Come ho detto, pare si cammini più veloci, effettivamente la distanza solita l’ho coperta in circa un’ora più veloce del solito.

Il tempo è stato alquanto variabile, ma farei carte false per avere il resto del cammino in queste condizioni, nonostante in certi momenti il mettere e togliere pile e anti vento diventa uno sfasamento non da poco.

In questo caso il vero problema sono gli sbalzi di temperatura che si deve sopportare e non è facile, più facile in queste condizioni è beccarsi un malanno, ma confido sulla scorza che mi sono fatto in questi giorni.

Non dimentico però quando nel 2013, in Francia al confine con la Svizzera, una notte stanchissimo dormii in albergo, durante la notte feci una sudata che l’intero letto era madido di sudore.

Tutta la giornata la passai, penosamente, arrancando sulla salita che mi portava a quel luogo.

Quindi sto sempre all’erta.

Ieri ho saputo che la mia amica danese purtroppo non ci sarà, quindi me la prendo con calma e spero per domenica di essere in Danimarca.

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4-5 luglio da Bogsta a Stavsjö a Norrköping

 

Ho passato una pessima notte, starò pagando il troppo bene della precedente?

Ad ogni buon modo alle 7 circa sono strada, mi aspettano i primi 20 km fino a Nyköping, devo trovare un bancomat. Devo verificare se funziona, ieri mi hanno rifiutato due pagamenti.

La strada cambia poco rispetto a ieri, un continuo zigzagare nel bosco in un interminabile sali scendi!

Faccio fatica, ho un sonno terribile e nonostante ciò arrivo prima del previsto.

Trovo lo sportello, c’è n’è uno solo con 5 o 6 che ci sono nel centro abitato e mi eroga un massimo di 60 euro convertiti in 600 corone.

Fatto ciò proseguo ed all’uscita dal centro abitato trovo pure il supermercato.

Fatte le debite scorte, vado avanti. 

La strada attraversa zone isolate e coltivate a cereali, coltivazioni che si alternano a boschi di pini, betulle ed abeti, mi chiedo quando sarà la luna nuova per parlare di funghi.

Ogni tanto si vedono delle piccole greggi di pecore, qua di tutte nere.

Nonostante la stanchezza ed il tanto sonno alle 20 circa ho raggiunto la quota giornaliera, ma vado avanti comunque.

Per circa 90 minuti mi do da fare per trovare da piantare la tenda.

La gente non è molto gentile e disponibile e dopo i dinieghi di ieri arrivano quelli odierni, con una specie di scaricabarile: tutti che ti mandano al giardino dell’altro.

Alla fine arrivo a Stvasjö, qui trovo un parcheggio organizzato a sosta camper.

Il posto è bello ci sono pure i bagni e trovo un buono spiazzo per la tenda.

Il tempo di iniziare a piazzarla che un diluvio si abbatte sul posto, appena in tempo a coprirla e a mettere il resto sul tavolo con tettoia che sta lì vicino.

Dopo circa un’ora tutto si placa, sistemo il tutto ed un poco umido mi infilo nel sacco.

Passo una notte discreta, il vento della notte, e che continua, un poco le cose le asciuga, e nonostante abbia dormito più di ieri, mi sento molto stanco.

Il vento poi continuerà per tutto il giorno, costringendomi a mettere e togliere l’anti vento diverse volte, la temperatura mi ha riportato ai primi giorni, faceva così freddo che se avesse nevicato non me ne sarei meravigliato affatto. Ciò al morale non fa bene, se poi piove pure…

Alle 7 sono per strada convinto di arrivare a Norrköping per le 12.

Non sono riuscito a farmi un tè e per colazione solo del pane, purtroppo qui mancano i paesini forniti di bar, ed i pochi che ci sono hanno orari per noi ridicoli, esempio quello che ho trovato oggi, dalle 10 alle 16, naturalmente ci sono arrivato alle 09:10.

Tra le altre cose, non ci sono i distributori finlandesi, che sono di certo molto bene organizzati, dei piccoli, che ti forniscono al minimo la bevanda calda, a quelli grandi con annesso supermercato.

La Svezia, devo dire, è stata per me una grande delusione, me la immaginavo come il paese al quale guardare, invece ci sono tante cose che mancano, la Finlandia decisamente meglio e più umana, se vogliamo usare questo termine.

In questi giorni sto camminando in parallelo all’autostrada che da Stoccolma porta ad Helsinborg, a momenti le due strade si fiancheggiano, in altri si separano fino a qualche km.

Ieri sera per un tratto c’erano delle colline che si frapponevano, ciononostante il rumore proveniente dall’autostrada era insopportabile.

Da noi stanno studiando e posando degli asfalti fonoassorbenti, qui, (forse per necessità invernali?) mi sa che usano asfalti “fonoamplificanti”, lo stesso vale per le statali.

Comunque oggi dopo quasi tre ore riesco a farmi una tazza (1/2 L) di te e alle 12 ho fatto appena 17 km.

Ad Aby mi fermo per acquistare la “pappatoia”, sono quasi le 12, così decido per una mezza giornata di riposo e soprattutto di sonno.

Prenoto la camera in un motel, 10€ in più che all’ostello, ci arrivo,alle 14:30.

Come spesso succede qui non c’è persona alcuna alla reception, faccio telefonare da qualcuno ed ottengo così di entrare.

Questa cosa degli hotel senza reception da queste parti è molto in voga, specie su quelli piccoli, oppure se c’è ha degli orari ridicoli. Ricordo 4 anni fa, a Lahti in Finlandia, un albergo di grosse dimensioni ed in pieno centro, alle 16aveva la reception chiusa, il campeggio costava come l’albergo e quella notte dormii in tenda sotto un diluvio.

Antiche rune

Oggi non è così, ma da Aby al motel mi prendo tre acquazzoni, ed uno forte al pomeriggio, nel tempo di entrare in un negozio per cercare dei pantaloni.

Mi ritiro a scrivere.

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2-3 luglio da Stoccolma a Sibble a Bogsta

Stamane voglia di partire non c’è, un poco me lo aspettavo, lo so che le soste sono deleterie, ma mi sforzo e mi muovo.

Dopo un km mi fermo per fare colazione, per non averla fatta in ostello, a buffet, perché 8,50€ mi parevano troppi, al bar un tè ed una pastina 7,50€: non farò più colazione al bar in Svezia.

Riparto ed incomincia a piovere ed il carretto si fa sempre più scricchiolante, controllo i raggi delle ruote, controllo le giunture ed il bagaglio.

Appena passato un ponte ed avere trovato un posto asciutto mi decido a smontarlo e fare una prova, inverto i bracci per vedere se così riesco in qualche modo a raddrizzare le ruote: tutto a posto, le ruote son dritte, dritto è pure il bagaglio e non scricchiola più!

Mi rimetto in moto e la pioggia inizia a scendere più intensamente, mi fermo ad un distributore, non hanno acqua, mi prendo una birra ed alla successiva fermata del bus mi fermo per capire come fare ad uscire dalla città, che è grande, senza stressarmi troppo.

Alla fermata chiedo ad un signore, che gentilmente mi da una mano per capire dove sono e che strada sto facendo.

Così riesco a trovare un modo poco stressante per dirigermi verso Helsinborg.

Svedesi, gente calma

Verso le 12 pranzo presso presso un ristorante turco, una bella insalata mista con una decina di falafel, costo, meno della colazione!

Intanto diluvia.

A Tumba mi fermo in attesa che spiova, passano un paio di ore. 

Al supermercato acquisto due cose.

Smette di piovere e di gran lena mi rimetto in strada.

Fino a questo momento non è male camminare in questo tratto, si cammina solo su pista ciclabile.

Ad un certo punto un signore, che camminava dietro a me, mi raggiunge, parliamo un poco, e mi dà delle dritte sulla strada da percorrere.

Quando arrivo al Botkyrka Golfklubb, svolto a destra e mi immetto sulla Grödinge Kyrkby, strada secondaria, con un discreto traffico e, purtroppo, molto stretta, stile inglese, solo che qui non ci sono dei muri ai lati che la contengono, e per fortuna.

Dopo qualche km mi vedo costretto a risistemare il bagaglio , dopo che al mattino ho spedito molta roba inutile a casa.

Un km ancora e mi fermo per chiedere dell’acqua, solite domande e alla fine la proposta di fermarmi a dormire nel bungalow vicino casa.

All’inizio tentenno, ma poi mi dico che non vale la pena perdere una simile occasione.

Con Anders passò un paio di ore a be parlare e bere birra, mentre Lisa sta preparando la cena.

Mi invitano pure a cenare, oltre che a farmi fare la doccia, in compagnia loro e delle loro figlie, cosa chiedere di più?

Alle 22 si ritirano invitandomi a fermarmi un altro giorno e a cucinare la pasta per loro, domattina deciderò!

La miglior dormita da quando ho iniziato questo cammino! Quasi 8 ore di sonno interrotto un paio di volte per alcuni secondi!

Inoltre svegliarsi avendo in testa un tormentone che è una musica che adori non ha prezzo.

Alle 7:30 sono pronto a partire.

Lisa sta facendo colazione , entro per salutare, ringraziare e scambiarci un contatto, e subito mi offre la colazione, ma sto così bene che mi bevo solo un caffè!

Mancano una decina di km al traghetto, mi avvio lungo questa strada che è un continuo saliscendi, è stretta, ma per fortuna il traffico è scarso.

Colgo l’occasione per riascoltare, in questo ambiente di tranquillità e pace, Tangerine Dream e J.M. Jarre.

Oramai il passo si è fatto tranquillo, sicuro e veloce, in meno di due ore sono al traghetto.

La barca porta, vetture e persone oltre il fiordo che qui insinua il Baltico, su un’isola che si deve percorre per 10 km fino ad arrivare al ponte che riporta sulla terra ferma.

Anche qui in meno di due ore percorro il tratto, che è meno alberato del precedente e dato il sole che picchia è poco piacevole da percorrere, nelle due ore è inserito un acquazzone.

Ora la strada arriva ad un bivio e si connette ad una più trafficata, ma poco prima c’è una deviazione che segue una stradina intercomunale, tranquilla e poche vetture che passano. Il tutto per circa 3 km.

La sorpresa è invece il reinnesto sulla strada che porta alla statale 218, c’è la banchina di oltre 1,5 M sulla quale si cammina che è una favola.

Dopo alcuni km incontro Peter, un ragazzo tedesco in bicicletta che sta facendo il giro dei paesi baltici.

Rimaniamo a parlare qualche minuto, un paio di fotografie e riprendiamo il nostro viaggio.

Dopo circa 4 km arrivo a Vagnhärad, sosta pranzo, oggi mi sono “sfiziato” con 500 gr di gelato al caramello ed un litro di kefir al latte, questo mi ha obbligato ad una sosta per la meditazione catartica!

Da questo punto in poi seguo una strada secondaria che quasi parallela all’autostrada 4 dovrebbe portarmi fino ad Helsinborg.

Sono quasi le 20 ed ho raggiunto la quota giornaliera di km, comincio e cercare, prima acqua e poi un posto per piazzare la tenda.

Ieri è stato troppo bello, un bello che non si ripete nemmeno in parte, mi è stato rifiutata ben due volte la richiesta di piazzare la tenda, mentre qualcuno mi ha dato consiglio su dove farlo.

Dopo altri km ed un altro acquazzone trovo sistemazione vicino alla strada ma su un prato morbido.

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