Le ultime note della banda, che ha rallegrato la festa, le sento verso le 8mentre al bar mi bevo qualche cosa di caldo.
Ha piovuto molto durante la notte, ma i suoni della festa non sono cessati un attimo e nonostante i tappi alle orecchie, mi sono svegliato diverse volte.
Ho tanto sonno, ciononostante alle 8:10sto scendendo la ripida strada principale del paese.
Da dove mi trovo vedo chiaramente buona parte dei primi km.
Non sono contento, anche perché le notizie che mi hanno dato non sono buone.

Effettivamente la discesa è tanta ed i muscoli delle gambe dolgono, specie i quadricipiti.
Dopo due ore sono a San Roman de los Montes, dopo avere passato Hinojosa de San Vicente. breve sosta.
La colazione, stamane, è stata una vera “ficata”, nel senso che mi sono ingozzato di fichi, raccolti direttamente dagli alberi, sia freschi che già secchi, una vera delizia, alcuni li ho raccolti per mangiarli strada facendo.
Finalmente in fondo alla discesa, in quel di San Roman, iniziano i 15 km che mi portano a Talavera de la Reina, tutti in piano e su una buona banchina.
C’è poco da da dire, strada piana senza centri abitati da attraversare.
A Talavera ci arrivo circa 30 minuti prima del previsto.

Sosta pranzo, il fantastico formaggio che mi hanno dato ieri, accompagnato dai fichi e del pane per fare scarpetta nell’olio xv di oliva nel quale era immerso il formaggio.
Questo centro abitato non è difficile da attraversare e passato il Rio Tajo ne sono fuori.
Chiedo informazioni, mi dicono di evitare il tracciato della canada, lo faccio e dopo avere chiesto un’altra volta mi ritrovo nella cacca.
Devo capire se sono io che non riesco a spiegarmi, ciò sarebbe possibile se mi avvicinassi alla gente senza il carretto, ma cavolo, questi mi vedono a piedi e mi mandano in autostrada, devono essere o dei burloni o degli imbecilli, propendo per la seconda ipotesi.
Dopo essermi districato da questo casino, mi ritrovo lungo una strada sterrata che affianca l’autostrada. Lascio a voi immaginare il rumore!

Non sto a spiegare il fatto dell’autostrada che fa comunella con una stradina laterale, magari più in là!
Sono senza internet e senza connessione telefonica, i ladri di Telecom mi hanno fottuto 30€ e pretendono pochi altri soldi affinché possa connettermi. Se leggete il presente è solo perché ho trovato un Wi-Fi !
Verso le 21, quando oramai è buio, trovo un posto dove piazzare la tenda, sono molto vicino all’autostrada e nonostante i tappi alle orecchie non riesco a dormire, a questo va aggiunto il rumore provocato da delle mucche in una vicina stalla.
La pioggia fa la sua parte!
La notte passata quasi del tutto sveglio non ferma la mia voglia di andare avanti, a questo ci pensano altre cose.

Sono a circa 8km da Oropesa e arrivarci è una grande pena.
Da alcuni giorni, l’alluce sinistro, in corrispondenza della giuntura, è gonfio e mi duole terribilmente.
Ma dopo alcuni km il dolore passa, oggi però persiste e la cosa mi preoccupa non poco.
Altro problema è dovuto al fatto che oltre all’alluce c’è pure il malleolo, quello che in parte mi costrinse al ritiro 4 anni fa, e a momenti l’intero gruppo delle ossa del piede mi fanno vedere le stelle.
Per fortuna verso le 12, quando decido per la sosta, alcuni di questi dolori sono passati, ma certo questo non basta, il piede destro deve dire la sua.
Il mignolo del piede destro mi fa vedere le stelle.

Mi fermo, controllo ed è un poco gonfio, ma non tanto da corrispondere al dolore che provoca.
Stringo i denti e proseguo, dopo i soliti consigli.
Stavolta una coppia, che quasi sottovoce, mi dice: “la strada è diretta, ma fossi in te prenderei l’altra anche se è terribilmente solitaria!”
Detto fatto sono sulla strada solitaria.
Solo dei piccoli paesi che vengono uniti, come da un cordone ombelicale, da delle strade.
Sono in Estremadura!
El Puente del Orzobispo, Villar del Pedroso, Carrescalejo ed infine Navatrasierra.
Ad unire gli ultimi due paesi è una strada con una salita decisamente dura, non fosse perché arriva dopo quasi 40 km.
Una lunga salita al Puerto de Arrebatacapas e poi, per fortuna, la leggera discesa.
In paese chiedo di un ostello, non ce ne sono!

Lo chiedo perché ho scoperto di trovarmi lungo il Cammino Real de Guadalupe.
Ci ci speravo proprio, ho bisogno di lavare la biancheria, ma soprattutto farmi una doccia come si deve.
Purtroppo in paese c’è solo un piccolo parco giochi con il fondo di sabbia, a questo c’è “allegata” una fontana, sarà la doccia per domani.
A Guadalupe, domani, troverò l’albergue, almeno spero!
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