29-30’settembre, da Los Arcos de la Frontera a Medina Sidonia a Tahivilla

Alle 8 mi tiro su, devo darmi una ripulita prima di partire.

Il bar gestito dai cinesi è aperto, colazione e via.

Stavolta la strada è stretta e stranamente trafficata per essere domenica.

Seguendo la A389 mi avvio verso Junta de los Arcos, pochi km, ma stamane mi sento addosso un grosso macigno.

Il panorama cambia poco col passare dei km, così quando arrivò ad El Chaparrito, trovarmi in mezzo ad un bosco di eucalipti che avvolge delle abitazioni, la cosa mi pare strana.

Pochi km prima ho fiancheggiato per alcune centinaia di metri un parco solare decisamente grande, La Valle 1 e 2.

Ad El Chaparrito decido di sostare per mangiare qualche cosa, sono te giorni che mi porto al seguito un pecorino che con il calore dei pomeriggi verso le 16 pare una Torta del Casar.

Buono assieme dei fichi secchi che raccolgo da un albero lì vicino.

Riparto, stavolta in direzione di Paterna de Rivera, sosta per una breve dormita, un bar per un caffè e vado avanti.

Proseguo verso Medina Sidonia.

Il pomeriggio è decisamente caldo, fortuna per la scorta di acqua di ieri.

Il territorio che attraverso è brullo e la terra è già stata girata, in pratica il nulla.

Arrivo al centro abitato verso le 18:30, dopo la sosta, lungo la salita, per merendare con vino e biscotti secchi, non male.

Mi permette di arrivare in paese “bello fresco”.

Comincio a chiedere informazioni riguardo a qualche parco o cose simili, ove sostare per la notte.

Passo un paio di ore in un bar, quindi, scendendo dalla collina, mi fermo nel luogo indicatomi.

Speriamo che l’irrigazione automatica parta dopo le 8:30.

Col caldo di questi giorni ho deciso per tappe brevi, non più di 40 km.

Arrivo previsto martedì!

Il ginocchio continua dolere e alla distorsione va aggiunto, che il menisco interno sx ha iniziato a darmi fastidio!

Mi alzo presto.

Alle 7:45 sono per strada. 

È uno di quei momenti nei quali, l’unica cosa che ti passa per la testa, sono bestemmie ed imprecazioni.

Da dove ho piazzato la tenda ho una incredibile visione del mare di nebbia sottostante.

Ad est sorge il sole e la visione si fa ancora più bella e non ho la mia 60D!!!

Ad ogni modo mi muovo verso il basso e dopo pochi minuti mi trovo immerso in quella stessa nebbia.

Iersera in paese mi hanno detto che avrei trovato, per fare colazione, almeno un paio di bar, il primo è aperto, e dopo avere rischiato di essere investito, nonostante tutti gli accorgimenti possibile per farmi notare, decido di sostare fino al diradamento nebulare.

Dopo tre caffè, una tostada e tre calici di Canasta, la nebbia si dirada, quindi mi avvio in direzione sud.

La strada non è male, la sua bella banchina ce l’ha, ma la nebbia non si è diradata del tutto e procedo cautamente.

Verso le 11:30 è giunto il momento di togliere il gilet, comincia a fare caldo.

Per fortuna Benalup-Casas Viejas non è molto lontano.

Ci arrivo, come previsto, verso le 13:30, una poca di spesa, tanta acqua ed una lunga sosta.

Riparto verso le 15:30, sono intontito dal sonno, ma debbo assolutamente muovermi, il tratto di strada che mi separa da Tahivilla non è dei migliori.

Strada di campagna, o come dicono qui “camino agricola”, che per i primi km è su asfalto.

Pochi km e poi sterrato, non certo dei migliori.

La fatica è tanta, ma decido per la deviazione su un camino privato, saltando quello indicato dal navigatore.

Infatti, come molte altre volte, mi indica una strada che non esiste.

L’entrata è aperta, ma l’uscita è bloccata, decido per smontare tutto, passarlo oltre il cancello e proseguire per il paese che si trova a meno di 500 m.

L’acqua l’ho terminata poco prima di arrivare, ma i 3 l che bevo all’arrivo non bastano a compensare i liquidi perduti.

Lungo questo tratto la temperatura è stata elevata, non parlo dell’umidità, solo perché non ho i dati, ed infine le mosche, terribili!!!

Abbronzature

Domani Tarifa!

A bientôt!!!

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