Notte insonne a causa del ginocchio dolorante.
Non c’è posizione che mi consoli, fa veramente molto male, inoltre il dolore si propaga a tutto l’arto.
Sono così sconsolato che ho mandato alcuni wa per dire che mi sarei fermato.

I pensieri sono tanti, pure quello di andare, di primo mattino, all’ambulatorio del paese.
Alle 8 sono ancora in tenda e mi sfiora l’idea: ho fatto di peggio, perché dovrei fermarmi in questa situazione quando mancano pochissimi km alla fine?
Mi metto la ginocchiera, vado a fare colazione e mi avvio.
Naturalmente non è facile, ci mancherebbe, ma il primo tratto di strada, di quelli che ti fanno andare su tutte le furie, ti fa passare il dolore e quasi non ti accorgi dei km fatti.
Così dopo due ore, pur non avendo coperto chissà quale distanza, sono fuori dalla zona industriale La Isla II.
Prendo la SE-9024, strada stretta e pericolosa, ma che per fortuna ha come vicina una via pecuaria ben liscia, e mi avvio verso Los Palacios y Villafranca.
Nel centro abitato ci arrivo dopo circa 3 ore e 30.

C’è un bel parco che ha però un piccolo difetto, delle circa 30 panchine, solo 2 sono all’ombra, una è occupata e l’altra pare esserlo, ma per fortuna il tipo se ne va io ne approfitto per mangiare e dormire.
La sosta mi ha creato un piccolo problema, il dolore al ginocchio, che sembrava assopito, si ripresenta in tutta la sua forza.
Cerco la stazione degli autobus, la trovo, ma da qui vanno solo a Siviglia, non ho alcuna voglia di tornare indietro.
Mi fermo un poco al fresco e controllato il gps, mi riavvio obiettivo El Trobal!
Sono 8 km di quasi totale piano tra i campi di cotone.
Ci arrivo verso le 18:30, il prossimo paese è a 7 km, non voglio rischiare oltre e trovato il posto dove piazzare la tenda, decido di sostare.
Alle 7:0 sono al bar, oltre che la colazione devo pure ricaricare il cellulare.
Caffellatte ed i biscotti che ho acquistato ieri, meglio di così!

Mi muovo in direzione di las Cabezas de San Juan: perché “las cabezas ” che era un’Idra?
Campo di cotone, risaie e niente altro almeno fino a Vetaherrado, ma poi tutto continua imperterrito come descritto, almeno fino a Las Cabezas.
Qui decido per una breve sosta, faccio il minimo di spesa, acqua e pane, panchina per pranzo, e via verso Gibalbin.

Oggi il caldo è intenso e le soste per bere e bagnare la testa, sono tante, per fortuna ho quasi 7 l di acqua al seguito.
Arrivato in paese verso le 16 cerco un negozio, ma oggi è chiuso, chiedo al bar e mi danno l’acqua che voglio, avessi chiesto prima mi sarei risparmiato almeno 90 m.
Verso le 17:30 sono sulla via per Arcos.
13 km di totale ed assoluto nulla, tra terre brulle e vigneti quasi senza foglie, esclusa la cantina del paese, ma è sabato ed è chiusa.
Il sole cuoce, le mosche fanno impazzire, ma per fortuna il poco vento che c’è, leggermente consola.
Ad Arcos ci arrivo verso le 20:15.

Comincio a chiedere, mi danno delle buone riguardo al supermercato, 9 l di acqua, spero che bastino per domani, e ad un signore al quale chiedo dove possa piazzare la tenda, mi risponde che posso metterla sul suo terreno.
Ottimo, ma devo scendere al supermercato, e risalire di nuovo, comunque alle 21 è piazzata.
C’è festa in paese e nonostante mi trovi ben lontano dal luogo dei festeggiamenti, il frastuono mi raggiunge anche qui.

Nottata strana, fatta di mal di stomaco ed insonnia.
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