Stamane voglia di partire non c’è, un poco me lo aspettavo, lo so che le soste sono deleterie, ma mi sforzo e mi muovo.
Dopo un km mi fermo per fare colazione, per non averla fatta in ostello, a buffet, perché 8,50€ mi parevano troppi, al bar un tè ed una pastina 7,50€: non farò più colazione al bar in Svezia.
Riparto ed incomincia a piovere ed il carretto si fa sempre più scricchiolante, controllo i raggi delle ruote, controllo le giunture ed il bagaglio.

Appena passato un ponte ed avere trovato un posto asciutto mi decido a smontarlo e fare una prova, inverto i bracci per vedere se così riesco in qualche modo a raddrizzare le ruote: tutto a posto, le ruote son dritte, dritto è pure il bagaglio e non scricchiola più!
Mi rimetto in moto e la pioggia inizia a scendere più intensamente, mi fermo ad un distributore, non hanno acqua, mi prendo una birra ed alla successiva fermata del bus mi fermo per capire come fare ad uscire dalla città, che è grande, senza stressarmi troppo.
Alla fermata chiedo ad un signore, che gentilmente mi da una mano per capire dove sono e che strada sto facendo.
Così riesco a trovare un modo poco stressante per dirigermi verso Helsinborg.

Svedesi, gente calma
Verso le 12 pranzo presso presso un ristorante turco, una bella insalata mista con una decina di falafel, costo, meno della colazione!
Intanto diluvia.
A Tumba mi fermo in attesa che spiova, passano un paio di ore.
Al supermercato acquisto due cose.
Smette di piovere e di gran lena mi rimetto in strada.
Fino a questo momento non è male camminare in questo tratto, si cammina solo su pista ciclabile.
Ad un certo punto un signore, che camminava dietro a me, mi raggiunge, parliamo un poco, e mi dà delle dritte sulla strada da percorrere.

Quando arrivo al Botkyrka Golfklubb, svolto a destra e mi immetto sulla Grödinge Kyrkby, strada secondaria, con un discreto traffico e, purtroppo, molto stretta, stile inglese, solo che qui non ci sono dei muri ai lati che la contengono, e per fortuna.
Dopo qualche km mi vedo costretto a risistemare il bagaglio , dopo che al mattino ho spedito molta roba inutile a casa.
Un km ancora e mi fermo per chiedere dell’acqua, solite domande e alla fine la proposta di fermarmi a dormire nel bungalow vicino casa.
All’inizio tentenno, ma poi mi dico che non vale la pena perdere una simile occasione.
Con Anders passò un paio di ore a be parlare e bere birra, mentre Lisa sta preparando la cena.
Mi invitano pure a cenare, oltre che a farmi fare la doccia, in compagnia loro e delle loro figlie, cosa chiedere di più?
Alle 22 si ritirano invitandomi a fermarmi un altro giorno e a cucinare la pasta per loro, domattina deciderò!

La miglior dormita da quando ho iniziato questo cammino! Quasi 8 ore di sonno interrotto un paio di volte per alcuni secondi!
Inoltre svegliarsi avendo in testa un tormentone che è una musica che adori non ha prezzo.
Alle 7:30 sono pronto a partire.
Lisa sta facendo colazione , entro per salutare, ringraziare e scambiarci un contatto, e subito mi offre la colazione, ma sto così bene che mi bevo solo un caffè!
Mancano una decina di km al traghetto, mi avvio lungo questa strada che è un continuo saliscendi, è stretta, ma per fortuna il traffico è scarso.
Colgo l’occasione per riascoltare, in questo ambiente di tranquillità e pace, Tangerine Dream e J.M. Jarre.

Oramai il passo si è fatto tranquillo, sicuro e veloce, in meno di due ore sono al traghetto.
La barca porta, vetture e persone oltre il fiordo che qui insinua il Baltico, su un’isola che si deve percorre per 10 km fino ad arrivare al ponte che riporta sulla terra ferma.
Anche qui in meno di due ore percorro il tratto, che è meno alberato del precedente e dato il sole che picchia è poco piacevole da percorrere, nelle due ore è inserito un acquazzone.
Ora la strada arriva ad un bivio e si connette ad una più trafficata, ma poco prima c’è una deviazione che segue una stradina intercomunale, tranquilla e poche vetture che passano. Il tutto per circa 3 km.
La sorpresa è invece il reinnesto sulla strada che porta alla statale 218, c’è la banchina di oltre 1,5 M sulla quale si cammina che è una favola.
Dopo alcuni km incontro Peter, un ragazzo tedesco in bicicletta che sta facendo il giro dei paesi baltici.
Rimaniamo a parlare qualche minuto, un paio di fotografie e riprendiamo il nostro viaggio.
Dopo circa 4 km arrivo a Vagnhärad, sosta pranzo, oggi mi sono “sfiziato” con 500 gr di gelato al caramello ed un litro di kefir al latte, questo mi ha obbligato ad una sosta per la meditazione catartica!
Da questo punto in poi seguo una strada secondaria che quasi parallela all’autostrada 4 dovrebbe portarmi fino ad Helsinborg.

Sono quasi le 20 ed ho raggiunto la quota giornaliera di km, comincio e cercare, prima acqua e poi un posto per piazzare la tenda.
Ieri è stato troppo bello, un bello che non si ripete nemmeno in parte, mi è stato rifiutata ben due volte la richiesta di piazzare la tenda, mentre qualcuno mi ha dato consiglio su dove farlo.
Dopo altri km ed un altro acquazzone trovo sistemazione vicino alla strada ma su un prato morbido.
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