Le foto al primo Wi-Fi
Tappa breve oggi.
Mi tiro fuori dalla tenda con la paura di trovare il terreno tutto zuppo d’acqua, stanotte ha piovuto molto.
Sorpresa: tutto è asciutto e persino la tenda.
Mi affretto a sistemare il tutto, il cielo non promette alcunché di buono, vedo in lontananza degli scrosci e non vorrei arrivassero dove mi trovo.
Mentre sistemo il bagaglio, con il poco di gas rimasto, mi faccio pure un buon te, pane di segale e il miele donatomi da Peter, una vera delizia.
Mi avvio, e se durante la settimana non si vedono le persone nelle case, lascio immaginare a voi cosa può essere la domenica.
Presso molte di queste abitazioni vedo, da diversi giorni, molte vetture con targa danese, una vera invasione.
Il percorso è del tutto pianeggiante e mi muovo con lentezza, ho il check-in alle 14, nonostante ogni tanto mi prenda la solita foga, quella che poi mi permette di fare ogni giorno quei km.
La prima cosa che incontro della città di Helsinborg, è un grosso centro commerciale e qui vedo, dopo circa 800 km di Svezia, il secondo negozio Ikea. Sarà che vendono solo a noi le loro porcherie, almeno quel che vendono ora, 25 anni fa i prodotti erano decisamente migliori.
Ed ora quello che per me è un incubo, attraversare una città, sono 8 km fino all’ostello, che per fortuna almeno è a poche centinaia di metri dal porto.
Ci arrivo in anticipo, ma c’è una ragazza albanese che mi da la camera lo stesso ed inoltre mi fa il bucato e pure a gratis.
Oggi risento di tutta la stanchezza dei giorni passati e la voglia di uscire è poca, dato che ho voglia di pasta all’uovo e di una buona carbonara, faccio un salto al supermercato, trovo il pecorino romano, il guanciale lo dimentico, della normale pancetta, tagliatelle all’uovo fresche e non ho il pepe, ma va bene così!!!
Mi sveglio presto dopo una notte quasi insonne.
Mi preparo qualche cosa di caldo in cucina, quindi finisco il bagaglio, mi aspetta il traghetto per Helsingør.
Non ci metto molto ad arrivare al porto, e per strada mi fermo in un negozio cinese di alimentari, per acquistare una bevanda solubile allo zenzero e limone che ho bevuto in ostello.
Fatto ciò, 5 minuti e sono al porto. Con 5€ faccio il biglietto… devo capire perché i siti di vendita biglietti di navi, con il suffisso .IT debbano essere così ladri, il minimo che avevo trovato era di 42€.
Il viaggio è breve, in meno di 20 minuti sono in Danimarca, e qui comincia la breve avventura danese.
Si inizia con un terribile odore di materiale organico marcescente.
Poi uscire dal centro, essendo questo molto piccolo, dovrebbe essere facile, invece ci metto circa 30 minuti.
Cerco la maniera di connettermi ad internet, e per fortuna e la gentilezza di un ragazzo di 3 riesco a sistemare alcune cose.
Appena sul lungo mare già immagino la lunga spiaggia ricca di luoghi ove campeggiare… invece il sogno svanisce nel giro di una decina di km, quando la spiaggia si trasforma in un prato per foraggiare le mucche.
Non avendo, comunque, alcuna voglia di passare per Copenaghen, decido di allontanarmi dal mare ed andare verso l’interno, in modo da raggiare la città.
A differenza della Svezia, qui tutto pare a misura di bicicletta, le piste ciclabili non si contano, sono addirittura troppe e molte volte se non conosci ti confondono.
Ad Hørsholm incontro un ragazzo che mi invita a piazzare la tenda nel giardino di casa sua, peccato che sia oltre 3 km indietro, avrei accettato volentieri l’invito.
Continuo e dopo diversi km comincio a cercare un posto dove piazzarmi, il navigatore mi porta su strade che, data l’ora e la nuvolosità, sembrano da fiaba del terrore.
Comunque, verso le 21, lungo la sponda del lago Furesø trovo una capanna di avvistamento che da su una palude.
Il posto è calmo, tranquillo ed asciutto, decido per la sosta.
Mentre mi preparo arrivano tre persone che fanno la loro visita e vanno.
Verso le 22:30 mi metto giù e comincia la battaglia con le zanzare.
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