16-17 luglio da lago di Furesø a Køge a Udby

Le foto ad un Wi-Fi decente, qui nemmeno gli scritti riesco a pubblicare

Dopo avere combattuto tutta la notte con le zanzare, il troppo caldo o il troppo freddo, alle 07 mi alzo controvoglia.

Mangio qualche cosa, finisco il bagaglio e mi avvio.

Un altro km di bosco ed inizia la seconda tortura, trovare la strada giusta tra mi le vicoli e strade che ci sono.

Sono convinto di avere perso almeno un’ora, in tutta la giornata, alla ricerca delle piste e delle strade giuste.

Questa è una pessima giornata, come tant’è me ne sono capitate lungo i miei cammini.

Mi passa la voglia di camminare, mi mancano le forze e la voglia di mollare si fa sempre più forte.

Alla fine decido di arrivare in fondo alla tappa e poi ci penserò.

Il percorso si snoda tra campagna affiancando alle volte le diverse autostrade, alcune le incrocia e in alcuni casi ci passa sotto diverse volte in pochi km.

A parte pochi km, nei quali cammino in mezzo a dei parchi e boschi, il resto del tragitto è in territorio cittadino.

Questo non fa che mettermi ancora più giù col morale.

Qui non mancano i casotti delle fermate degli autobus, ogni tre faccio sosta, sono terribilmente stanco, se non trovo da piazzare la tenda, vado in albergo e domani me ne torno a casa.

Sono passate le 21 quando ad una signora che chiedo se ci sono luoghi per piazzare la tenda.

Questa mi da una precisa indicazione di un luogo a meno di 1 km.

Ci arrivo in 10 minuti. Il posto è bello, ci sono dei camper e stasera c’è pure l’eclissi di luna.

Domani vedrò il da farsi.

Poco dopo le 08 sono per strada, il tempo è bello e promette bene, la pista ciclabile è bella comoda, ma ancora non so cosa mi “prude”.

Sono stanco, ok, continuo a sentire vari dolori in ogni parte del corpo, va bene pure questo, è sempre così su tutti i cammini, ma non capisco cosa mi stia succedendo.

Comunque procedo.

Dopo un’ora arrivo a Køge centro, ad ogni distributore chiedo della bombola, ma la risposta è sempre la stessa.

Nel primo un signore che ha assistito al momento della richiesta, mi segue fuori dal negozio e mi dice di provare nel magazzino di materiali edili proprio dietro al distributore. Ci vado subito, ma apre troppo tardi.

Mi sa che fino in Germania…

Proseguo col magone che si fa sempre più pressante, mi fermo a fare spesa e provo la cura della cioccolata, un poco funziona.

Il percorso di oggi, appena fuori dal centro abitato di Køge è un rettilineo di alcune decine di km, con due curve che non si notano.

Per fortuna ci sono molti dossi e questo consola un poco.

Molti gli alberi lungo la strada che aiutano con la loro ombra, ma dalle 11 alle 15 circa mi copro come un beduino, sperando in uno dei grossi nuvoloni che solcano il cielo.

Nel tardo pomeriggio comincia a fare i soliti conti sui km fatti, questo non mi aiuta, tutt’altro, questa scarsità di rendimento mi butta ancora più giù.

Sto cedendo ma tengo duro e avanzo.

Verso le 19 qualche cosa succede, prendo a camminare secondo i miei canoni e il tutto mi pare semplice.

Dopo un paio di ore, raggiunta la quota giornaliera e mentre sto piazzando la tenda in un parcheggio lungo la strada, decido, per oggi, di continuare e così mi faccio altri 5 km circa.

Oramai fa buio, continuare lungo la statale non è potabile comincio a cercare.

Trovo un prato semi recintato e comincio a mettere giù la tenda, in quel mentre arriva il proprietario che gentilmente me la lascia piazzare.

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