4-5 agosto da Kessel a Maasmechelen a vicino a Hollogne sur Geer

Alle 7 sono per strada, l’umidità di stanotte ha inzuppato per bene la tenda ed un paio di cose che avevo messo ad asciugare.

Il carretto pare un vicolo di Napoli con tutta la roba stesa ad asciugare, mancano solo i calzini.

L’aria è fresca, la notte è stata fresca, mi sono dovuto infilare la felpa, ma cammino in maniche corte.

Il sole a stento riesce a farsi largo tra le nuvole e se aggiungiamo i luoghi viali alberati.

Ieri sono arrivato al campeggio con un forte dolore ai muscoli del collo.

La lunga notte di sonno, quasi 7 ore tirate, deve aver sistemato il problema, ma continuo a mantenermi la zona al caldo.

Dalla ultime tappe in Germania e fino tutto il breve tratto in Olanda, il territorio è disseminato di enormi serre nelle quali si coltiva di tutto e questo continua pure in Belgio dove arrivo verso le 12:30.

Non ci sono cartelli che indicano la zona di confine, ma se le targhe delle macchine non fanno testo, qui belgi e olandesi vanno e vengono in continuazione, la pista ciclabile scompare lasciando posto ad una banchina transitabile su entrambi i lati, rubata alla carreggiata.

Anche la differente segnaletica lascia intuire il passaggio, ma non certo per le scritte che sono sempre in olandese.

Mi fermo in un bar e mi metto a parlare con la proprietaria, questa mi spiega che questa zona del Belgio è assolutamente olandese.

Chiedo altre informazioni pure ad alcuni avventori e riparto.

Sono senza cibo ed i supermercati chiudono alle 13 e beffa, i kebabbari la domenica sono chiusi.

Trovo dell’acqua e un paio di birre.

Intanto il sole s’è aperto un grande varco tra le nubi e picchia di brutto.

In un ristorante italiano mi fermo per bere e chiedere se fanno dei panini, risposta negativa, ma la ragazza mi dice che se voglio delle olive e pane…

Accompagno la birra con questo… conto: 12 olive, 80 gr di pane pure raffermo 2,5€!

Più avanti trovo da mangiare, un panino con verdure e feta, stesso prezzo, ma il panino mi ha riempito.

Poco dopo chiedo ad una signora se conosce dei campeggi, non mi sa rispondere.

Mentre sto attraversando il ponte su un fiume, una vettura si ferma, né scende una ragazza con un foglio in mano, mi dice che glielo ha dato la madre raccomandando le di portarmelo: la stampa della mappa di un campeggio, gentilissima!!!

Pista ciclabile belga

Al campeggio ci arrivo verso le 20, ma non mi piace e proseguo di un paio di km piazzando la tenda in una radura nel vicino bosco.

Durante la notte ha piovuto copiosamente, ma il terreno è così secco che se non fosse stato per la tenda bagnata ed il fatto che ho sentito, non me ne sarei accorto.

Non comincia bene la giornata, dopo circa 4 km, arrivò in paese, non esistono bar aperti, né tantomeno trovo dei forni.

La “salvezza” arriva sotto forma di, o meglio, del solito distributore con annesso bar.

Passo Zutendaal e da qui in poi è tutto un susseguirsi di centri abitati, piccoli o meno.

La decisione di passare da Chimay, mi porta su strade che all’apparenza sembrano poco frequentate, e la prima impressione è questa.

Mi accorgo petto che in questa zona del Belgio, il lunedì mattina è momento di riposo, locali che aprono al pomeriggio, supermercati che prima delle 13 lasciano le porte chiuse, quindi mi rassegno e proseguo.

Giunto a Bilzen, tronco un supermercato aperto, sono le 11:20.

Faccio un po’ a di spesa, penso a pranzo e cena, e poco dopo mi fermo su una panchina, in un piccolo parco a desinare.

Non capisco perché, dopo circa 45 km, le gambe comincino a cedere, che debba rivedere le quote giornaliere?

Foto che faccio ad ogni passaggio di confine e che invio ad un amico coreano

Ma questo lo vedevo notato già 4 anni fa, chissà!?!?!

Oggi il tempo non è male, c’è vento, fa fresco ed è leggermente nuvoloso, il tutto aiuta.

Nonostante ciò il caldo si fa sentire ed il bisogno di bere pure.

Qui non chiedo acqua, al supermercato costa 18 cent, ma una barretta la aggiungo alla “dieta” in quanto nel banco frigo si trova sempre.

A differenza dei giorni scorsi, oggi il territorio manca di allevamenti, tutto è dedicato alle coltivazioni e questo mi pone il problema della ricerca del posto ove piazzare la tenda.

A Waremme comincio a pensare di trovare da dormire.

Lungo la strada ci sono diverse fattorie e confido su ciò, ma alla prima il no è secco, mi dice il tipo che è tutto occupato, sarà per il mio francese o perché il tipo non ha compreso, ma vedere tutto quel terreno libero mi lascia dei dubbi, pazienza!

Quasi non mi dispiace, ma i no così secchi lasciano un poco di amaro in bocca.

Faccio qualche centinaio di metri c’è oltre un campo appena mietuto, in un garage, vero delle persone, mi avvicino e chiedo.

Risposta affermativa, su un mucchietto  di paglia piazzo la tenda.

Non finisce qui, Florence e Maxime, oltre alla gentilezza di farmi mettere la tenda, mi offrono da mangiare e bere, accetto volentieri le due birre, ma, nonostante la fame, non oso accettare il cibo.

Da Lubecca questa è la nuova tenda

Rimaniamo un poco di tempo a parlare, purtroppo il mio francese scolastico, di oltre 40 anni fa, lascia un poco a desiderare, ma ci capiamo e questo è importante.

A proposito, oggi sono entrato nel parte di Belgio nel quale si parla francese, ed ho scoperto una cosa molto interessante.

Qui, come nella Svizzera francese, i numeri impossibili che usano in Francia qui non esistono.

Ora “je suis tres strac”, ma anche di più e vi do la buona notte.

Inviato da iPad

Lascia un commento