Durante la notte ha piovuto molto e per fortuna mi sono svegliato prima che cominciasse per chiudere la “porta” esterna della tenda.
Alle 5 ancora diluvia, la mia partenza anticipata è rimandata.
Verso le 6:30 guardo fuori e dalla casa vedo partire una vettura, aspetto ancora un poco.
Verde le 6:40 mi decido, devo andare.
Mi tiro fuori dalla tenda e comincio i preparativi per la partenza.
In quel mentre dalla casa parte un’altra vettura, al volante c’è Florence, si ferma e con un sacchetto mi viene incontro.

Mi porta dei biscotti dell’acqua ed una bevanda al cioccolato.
Sono cose che mi imbarazzano un poco e lo fanno ancora di più quando mi accorgo che all’interno del sacchetto ci sono pure dei soldi, ma questo succede più in là.
Raccolgo tutto e dopo circa 30 minuti parto.
Non è una bella giornata, la strada non è il meglio che si possa desiderare, specie i primi km.
Il cielo nuvoloso e l’aria fresca permettono di camminare decentemente..
Per fortuna dopo pochi km il gps mi manda su strade di campagna e qui si cammina in maniera decente.
L’obiettivo di oggi è passare Namur, ma purtroppo alcuni problemi fisici mi costringono ad altre soluzioni.

Dopo la bella esperienza sulle strade campagnole mi tocca rientrare sulla statale.
È qui che comincio a fare una classifica delle strade nazione per nazione, il Belgio è decisamente all’ultimo posto.
L’arrivo a Namur è accompagnato da un bel acquazzone che mi sorprende a 5 km dall’arrivo.
Ho prenotato all’ostello del luogo.
Ci arrivo presto e ciò mi permette di fare con calma alcune cose, ma, soprattutto, farmi un buon piatto di pasta con la ‘nduja a base di pesce, non ricordo il nome, che ad Herne, un amico di mio fratello, calabrese, mi ha dato da portarmi al seguito.

Non fosse per l’infiammazione che ho in bocca sarebbe una cosa divina.
Stasera a letto presto, non tanto per dormire, quanto per riposare.
Alle 5:30 un cacacazzo, con la sua tosse ed il fatto che comincia a fare casino nel preparare il proprio bagaglio , infastidisce e non poco la camerata.
Come detto vorrei riposare più che dormire, ma il tipo scassa e non poco.
Alle 7:30 scendo per la colazione e né approfitto.
In questo ostello i belgi sono molto carini, specie la ragazza sarda al l’accoglienza. 😊😊😊

Parto con l’intenzione di arrivare il più possibile vicino a Chimay.
Dopo un paio di km in piano lungo il fiume, la strada comincia a salire, è una salita lunga, non molto ripida, ma stancante.
Il tempo non aiuta molto, vento fresco, che va bene sulla salita, ma che rompe la schiena non appena si è in cima.
E comincia il saliscendi che accompagnerà tutta la giornata.
Mi fermo a pranzare verso le 12:45 e mi accorgo di avere fatto pochi km, decido di forzar di tempi.
Ciò serve a poco, la strada non aiuta.
Non appena lascio le strade secondarie, e poco sicure, mi ritrovo su strade frequentate e per niente sicure.
Anche qui la sorpresa negativa.

Dopo avere camminato lungo quella che pare la pista ciclabile, mi ritrovo a dover “combattete” con una banchina inesistente, un traffico bestiale c’è un tempo che non aiuta.
A Florennes sosto per un po’ a di spesa, fortuna l’ho fatto non mi sono però del tutto l’acquazzone che verso le 17 è caduto su quella località.
Proseguo e a Saint Aubin mi fermo per chiedere informazioni.
C’è un signore italiano nel gruppetto.
Parliamo di birra ed indicazioni stradali, poi mi accorgo, all’arrivo della polizia, che il signore italiano ha avuto un incidente, ed il terzo signore, Jeanphilippe Barbier, mi invita a casa sua a bere una birra.

La casa è una ex fattoria della locale abbazia, ora non più esistente, e me ne fa vedere una parte.
Mi fermo una 20ina di minuti, poi, seguendo le sue indicazioni, mi riavvio.
Cammino 5 km circa e mentre attraverso Jamagne sento delle voci provenire dai muri di due case.
Mi avvicino e chiedo ai ragazzi se posso piantare la tenda, risposta affermativa con offerta di birra locale.

Scrivo e me ne firmo contento.
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