8-9 agosto da Jamagne a Chimay a Gercy

I ragazzi che mi hanno permesso di piazzare la tenda sono stati pure molto gentili, mi hanno offerto un paio di birre.

Stanotte non ha piovuto, in compenso c’è stato un certo traffico che mi ha permesso solo di dormire male.

Parto senza colazione e dopo circa tre ore comincio a risentirne.

Provo a mangiare dei biscotti ma sono duri ed il palato infiammato ne risente.

Finalmente un supermercato posso concedermi qualche cosa di tenero e così mi rimetto in forze.

Oggi il percorso è un continuo saliscendi  e la fatica si fa sentire e naturalmente, non essendoci sentiero dedicato lo sforzo è ancora più grande.

Il tempo è decisamente buono, inoltre cammino in boschi e viali alberati.

A Chimay arrivo verso le 14, passò al supermercato a prendermi da mangiare ad alcune birre per iniziare gli assaggi.

Me le godo tranquillamente e poi comincio a cercare una sistemazione, c’è il camping comunale.

Ci arrivo e devo attendere che la responsabile arrivi.

Sistemato tutto mi accorgo che vicino alla tenda del vicin o c’è una moto con targa italiana.

Dopo un poco arrivano, sono Katia e Fabrizio, una coppia di Bologna che si stanno facendo le vacanze.

Usciamo assieme a fare spesa, stasera grigliata e la pasta per fine la ‘ndoja e proviamo altri tipi di birra.

Origano a kg

Verso le 22:30 il sonno e la stanchezza prendono il sopravveento.

Il cielo non promette alcunché di buono.

Alle 7 esco dal campeggio dopo i saluti, cerco un bancomat e mi avvio.

Pure oggi colazione tarda, qui i negozi aprono alle 8.

Oggi il percorso pare sia attraverso strade di campagna, mera illusione, pochi km e sono di nuovo su una statale senza banchina transitabile.

Stavolta lungo la strada trovo un panificio, colazione assicurata.

Poi con immensa sorpresa vedo cha c’è una pista ciclabile che corre da entrambe i lati della strada e che porta a circa un km dal confine.

Questo mi fa preludere che ci sia una continuazione in Francia.

L’incubo delle strade inglesi si ripresenta

Ci arrivo al confine francese, accompagnato da un violento acquazzone che mi tiene fermo sul posto per quasi un’ora, dopo di che, nonostante la pioggia, mi avvio.

L’illusione della ciclabile svanisce subito mi ritrovo su una strada dal fondo molto ruvido, che porta con se molta acqua e che i mezzi pesanti alzano aumentando l’effetto bagnato già così intenso causa la forte pioggia.

Arrivo a Hirson e finalmente trovo da bere e mangiare, non sono ancora pronto per fermarmi in una pizzeria francese e nelle loro “fritterie”.

Nel frattempo ha smesso di piovere.

Vado avanti con cibo spazzatura, a parte qualche formaggio.

Proseguo e trovo un posto dove fermarmi a mangiare, una fermata del bus coperta e con la panchina, ci sto così bene che mi dilungo un poco.

Riparto e dopo nemmeno 30 minuti ricomincia a piovere, ma stavolta con una intensità pazzesca, dopo meno di 5 minuti sono zuppo in maniera immonda.

Cammino per un paio di ore, non trovo da riparami e tantomeno trovo chi mi voglia accogliere fintanto che smette.

Ad un certo punto vedo una fermata del bus, regolarmente senza panchina, succede nel 95% dei casi, si vede che da ste parti la gente è senza culo.

Mi fermo, è asxiutta e trovo così il modo per cambiarmi almeno la maglietta e sgocciolare la giacca a vento.

Finalmente smette d’intensità la pioggia, riparto con la temperatura che comincia a scendere,mg razzie ad un forte vento che comincia a soffiare da ogni direzione.

Vervins! Qui medito di fermarmi, dopo avere visto l’ennesimo temporale che stavolta mi ha aggirato.

Comincio a chiedere se nel paese d’ la piazzola notturna per i camper, non c’è!

Chiedo di alternative, l’ultima che mi danno è 4 km più avanti.

Mi avvio e ad un certo punto mi vedo costretto ad indossare la felpa.

Proseguo fino a Gercy.

Con la classica scusa dell’acqua chiedo ad un signore se sappia di un posto ove sistemarmi per la notte.

Jaques, questo è il nome, dopo avere consultato la moglie Martina, mi permette di piazzare la tenda nel suo piccolo giardino.

Poi, col mio francese del sabato seraalla sagra, intavoliamo un discorso che si conclude con l’offerta di una birra.

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