Se vogliamo fa ancora più freddo di ieri.
La felpa è d’obbligo e lo sarebbero pure i guanti, ma sono ancora in fondo al sacco.
Stamane colazione con pane e burro salato, il negozio apre alle 8:30 ma un’ora prima abbondante ci passo davanti.
Il cielo è terso, il vento è molto fastidioso e pare la giornata giusta per recuperare qualche km perso.
Non pare debba fare strade molto trafficate, ma il continuo saliscendi mette alla prova la mia resistenza.

La fatica è tanta ed il pensiero di recuperare qualche cosa svanisce dopo le prime ora di cammino.
Tanti piccoli paesi da attraversare, paesi che a momenti sembrano del tutto disabitati, solo qualche finestra ben decorata fa capire che qualcuno vi abita.
Davanti a molte di queste case c’è il cartello che mette in vendita e la cosa rattrista un poco.
Attraverso un tratto che si trova sotto la traiettoria del o degli aeroporti di Parigi, da un cartello stradale deduco di essere molto vicino alla città.

Mai visti tanti aerei in una sola volta.
Il pomeriggio mi ritrovo a dover cercare riparo dalla pioggia.
Per ben due volte il temporale mi trova preparato, la prima sotto un ponte lungo la Marna, e la seconda in prossimità di una fermata del bus, stavolta col seggiolino.
Qui mi riposo e rifocillo così bene che quasi casco addormentandomi.
Proseguo per altre tre ore ed arrivo a Crécy-la-Chapelle, fatico non poco a trovare il campeggio per poi sentirmi dire che vogliono 33€, li mando a quel paese ed in un prato lì vicino piazzo la tenda.

Sono dietro una chiesa e lo spiazzo è molto grande.
Sveglia alle 5, mi alzo alle 6:30 e parto dopo le 7.
Con grande sorpresa trovo un supermercato aperto dalle 7. Colazione e via!
La strada sale per un paio di km, quindi un piano che mi porta alla D36, un incubo.
Una decina di km in un traffico bestiale, su una strada senza banchina ed una ciclabile che trovo solo attorno ad una delle tre rotonde che attraverso.

Mi chiedo se i due navigatori non trovino di meglio, la ciclabile allunga di un centinaio di km, e continuare lungo questa statale proprio non mi va.
Se non trovo alternativa me ne vado a Pithivers con i mezzi pubblici, sperando poi nel sud.
Per fortuna trovo la soluzione, una strada che corre più o meno parallela allungando, forse di 5 km, mi ci ficco.
La sosta pranzo la faccio a Chaume en Brie: pane con mortadella e un paio di cervogie.
La soluzione della strada è quella giusta.

Attraverso campagna appena mietuta o coltivata a rape.
Qualche leggero fastidio per una strada bianca, ma il resto è ok.
Ho assoluto bisogno di una doccia, siamo sotto ferragosto e come non bastasse mi trovo poco a sud di Parigi.
Difficile trovare un campeggio a dei prezzi ragionevoli, immagino gli alberghi.
Comunque proseguo e sono convinto di avere camminato più di quanto mi dice il navigatore.
Sono a pezzi e l’arrivo sulle rive della Senna mi danno un poco di sollievo.

La Senna, è la terza volta che l’atteaverso, lo farò domattina, le altre due volte è stato sul ponte di Le Havre, c’è una certa differenza, qui sarà largo circa 150 m il ponte di Le Havre è lungo 1500 m!
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