Nonostante tutto alle 6:45 sono in piedi, sistemo il tutto e mi premuro di prendere l’acqua che ho congelato, nella mia piccola cantina dovrebbe funzionare.
Alle 8 sono in paese e con profonda amarezza penso che la colazione odierna sarà a base di pomidoro.
Invece c’è il negozietto, che oltre al caffè, di quelli automatici, vabbé, fa anche la consegna del pane.
Tra le cose da panificio ci sono dei cornetti così zuppi che me li serve su un piattino di plastica, poi scopro che avevano appena finito il corso di nuoto nel burro: ragazzi non vi dico che delizia!!!

Per non farmi mancare alcunché, a Pissos mi fermo in un panificio e mi “sparo” una baguette di quelle paesane, ottima in tutti i sensi, ma dovrò spiegare quel che intendo.
Riparto con l’intento di arrivare a Labouheyre per le 12:30: sbaglio strada!
Mi allungo di almeno 4 km e al paese ci arrivo verso le 13:15
Perdo tempo nell’aspettare l’apertura di un supermercato che è chiuso da diverso tempo, fortuna che chiedo!
Dall’uscita del paese e non so per quanti km pure domani, mi vedo costretto a seguire il percorso che mi fa camminare di fianco all’autostrada.
Onde evitare di farmi sopraffare dal rumore, cuffie e musica ad alto volume.

Guardando la cartina mi accorgo che domani sarà molto dura, non vedo centri abitati abbastanza grandi.
Nella convinzione che questi ci fossero non ho pensato di organizzarmi in tal senso, mi riferisco a mangiare e bere, per il secondo non ci sono problemi, ma per il primo!
Domani vedrò!
Il tempo oggi è stato variabile, per oggi intendo pure la notte, durante la quale ha piovuto, in maniera scarsa, con tuoni e lampi.
Durante la mattinata le nuvole hanno dominato, il pomeriggio hanno lasciato spazio al sole, per fortuna non forte come i giorni scorsi, ma sempre molto forte, l’umidità è leggermente scemata.
L’idea della bottiglia gelata si è rivelata geniale, per tutto il giorno ho avuto bevande fresche, quando stasera mi sono fermato, c’era ancora del ghiaccio all’interno della bottiglia.

Stanotte sosto in un bosco di pini e mentre vi sto scrivendo sento degli strani grugniti, è buio e spero solo non siamo dei cinghiali.
Ah, una cosa, da quando sono in Francia pubblico fotografie fatte con il cellulare, la fotocamera ha ripreso a funzionare, ma c’è un problema di messa a fuoco e dato che con la vista sono così così, meglio non rischiare. Appena trovo qualcuno che mi presta un obiettivo, verifico se è la fotocamera o l’obiettivo che fa le bizze, spero vivamente nel secondo.
Sono le 22, sono maturo come una pera, ancora non capisco come possa riuscire a scrivere dopo 50 km a piedi ed una bottiglia di Merlot!
Partenza alle 8.
Al primo paese c’è solo un meccanico, un albergo e delle case che paiono disabitate ma sono nuove.

Mi fermo all’ufficina e chiedo informazioni, risposta secca, non c’è da fare colazione, ma poi mi insegue e mi dice che di lì a poco troverò l’area di servizio dell’autostrada.
Effettivamente, dopo circa 6 km la trovo, ma non mi sento di entraci e mi sorbisco i successivi 7 km con lo stomaco che brontola ad ogni piè sospinto.
Ieri ho raccolto delle mele, mi piace mangiare la frutta raccolta dall’albero oppure da terra, è buona saporita e mi riporta a quando da ragazzino lo facevo per i prati attorno al paese.
La frutta così ha un sapore straordinario, unico ed inimitabile.
Domani sarò in Spagna e spero vivamente di trovare ciò che ho trovato sui cammini fatti in questo periodo, giorni senza mai acquistare alcunché da mangiare!
Lo si trova lì, sulla strada, pazzesco, e pensare che c’è chi si fa seghe mentali pensando che così la frutta non è pulita!

Molto spesso ripenso a queste cose e mi chiedo dove andremo a finire.
A Castets riesco a fare colazione, ma fino alle 18, più niente!
La strada continua di fianco alla A 63.
Il rumore, nonostante il fastidio, dopo un poco comincia fare parte del “tutto”.
Riesco a sopportare, ciò che non mando giù sono le ciclabili che paiono, e secondo me lo sono, delle vere e proprie prese in giro.
In questa parte di Francia , sono una cosa orrenda.
Ti trovi a muoverti su una ciclabile rubata alla carreggiata, al primo incrocio sei totalmente nella merda, perché questa finisce e non ci sono altre possibilità.
La cosa assurda è che questi si vantano pure dei loro percorsi ciclabili, uno schifo in tutti i sensi.
Nonostante tutto proseguo.

A Saint Geours de Marenme, trovo finalmente un supermercato per poter mangiare qualche cosa.
Qualcuno dirà: “e i ristoranti?” Ne avessi trovati di aperti!
La parte peggiore di questa tappa arriva dopo Saint Geours de Marenme.
Ho sempre criticato le strade inglesi, strette a forma di canale, che mi chiedo: “ma dove vado se diluvia?”
A vantaggio di queste c’è una cosa: a circa 3 km da qualsiasi centro abitato ci sono i marciapiedi!!!
Qui in Francia: ciccia!
Tra il paese succitato e Saint Vincent de Tyrosse ci sono circa 4 km, 4 km di una strada trafficata e che la banchina transitabile svela sogna.

Percorso questo tratto e considerato che almeno fino a Bayonne sarà così, decido per la deviazione, non importa se allungo, ma l’ameno sto tranquillo.
Domani, spero, Irun!
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