31 agosto 1 settembre , da Beasain a Salvatierra a La Puebla de Arganzon

Parto verso le 8:15.

Le indicazioni che mi ha dato l’ospitalero le trovo complicate e confuse.

Man mano che vado avanti però le comprendo per bene.

Fino a Zegama è solo pista ciclabile, bella, tra i boschi ed un bel panorama, ma si sale.

Il foglio che mi hanno dato dice che sono 17 km, devo avere volato, ci arrivò in due ore e mezza, ed il navigatore me lo conferma, sarà che il cammino è diverso dalla ciclabile!?!?!

Sono da poco passate le 11 e sono fermo in piazza che “colanzo”, dopo Zegama mi aspettano oltre 20 km senza incontrare centri abitati.

Fuet, pane e sidra, ottimo come pranzo di mezza mattinata.

Mi riavvio e di nuovo la strada sale, ma sale tanto, ma proprio tanto.

Sono oltre 8 km di salita senza sosta, nel senso che non c’è nemmeno un tratto in falso piano.

Imperterrito continuo, chiedo ai ciclisti che incrocio o che mi superano la distanza che mi separa dalla “Cima Coppi” di questa tappa.

Oggi non sto bene, oltre 8 km di salita in meno di 80 minuti.

Giornata strana, molto strana, ma anche la salita, pensavo di arrivare almeno a 1000m invece sono solo a 650 circa.

Al passo trovo un ristorante, ma perché su tutti i passi c’è almeno un ristorante? La gente arriva in macchina… Comunque mi prendo una bottiglia di sidra fresca e me la godo per i successivi venti minuti.

La discesa non è impegnativa, traffico scarso e bella strada.

Controllo il gps e vado tranquillo.

Ad un certo punto mi accorgo che qualche cosa non quadra, ricontrollo, sono oltre 5 km fuori dal percorso.

Mi incazzo come una bestia e comincio a cercare una stazione ferroviaria, me ne ritorno a casa.

Una c’è a pochi km, mi ci dirigo, mi perdo di nuovo, incontro uno che raccoglie dei frutti per il “Pacharan”, mi pare si scriva così, mi dà delle informazioni, mi perdo ancora, sono così incazzato che se non trovo una stazione ferroviaria non torno più a casa.

Passo Alsasua e a Olazagutía mi fermo a chiedere dell’acqua, c’è una tavolata nel parco ed uno dei presenti mi offre della pancetta e del chorizo con del pane, sono le 16, il pranzo è servito.

Mi riavvio, oramai Vitoria-Gasteiz rimane l’obiettivo da passare domani.

Salvatierra non arriva mai e a questo va aggiunto che si è alzato un vento freddo che soffia sulla schiena zuppa di sudore.

Oramai sono arrivato, ho una fame da lupi, trovo il supermercato aperto.

All’ostello non trovo gente, comincio a telefonare e finalmente trovò l’addetto al complesso sportivo che mi fornisce le chiavi.

Stasera devo scegliere se scendere per Santo Domingo de la Calzada o Burgos, penso propenderò per la seconda!

Che brutta giornata!

Il cielo è nuvoloso, pare voglia piovere, dalle 5 che sto pensando a quanto sia stanco, nemmeno da riuscire a dormire.

Mi faccio coraggio, preparato il tutto alla rinfusa e mi avvio con la forza di bradipo stanco.

Non trovo alcunché per fare colazione, nemmeno al distributore.

Oggi il percorso è quasi piatto e passa per Vitoria-Gasteiz.

Primo centro abitato abbastanza grande da poter pensare di mettere qualche cosa nello stomaco, è un paese cupo, triste ed i grossi nuvoloni aiutano, la gente cammina con lo sguardo a terra ed un sorriso, anche forzato, memmeno a pagarlo oro, sono arrivato ad Alegria!

Qui posso mangiare e rimettermi in forze, ho già camminato per oltre tre ore.

La preparazione alla rinfusa ha dato i suoi risultati: ho dimenticato l’acqua!

La voglia di camminare continua a calare, ma insisto.

A Vitoria-Gasteiz ci arrivo verso le 13, pranzo e cerco il più in fretta possibile di andarmene, c’è un casino per strada!

Oggi domenica è tutto chiuso e non trovo nemmeno uno dei negozietti di caramelle che qui abbondano.

Qualche bar lo trovo e di sete non muoio.

Non capisco il chilometraggio che mi da il foglio con le tappe del cammino Vasco e quello del gps, ci sono delle differenze terribili e non mi chiedo più quanti km ho fatto ma quante ore ho camminato, ma anche qui qualche cosa non coincide col resto.

Sono molto stanco e arrivare a La Puebla de Arganzon è una vera consolazione.

Faccio un poco di difficoltà a trovare l’ostello, ma Vicente il custode è in piazza che aspetta al varco.

Dopo il pienone di Irun incontro 4 persone all’ostello.

Domani non so come sarà, pare pure debba piovere e soprattutto che debbano abbassarsi le temperature.

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