17-18 settembre, da Navatrasierra al km 62 della EX102 a Canamero

La giornata comincia così così.

Breve discesa da Navatrasierra, circa 3 km e poi comincia la lunga salita, 14 km di strada, non molto ripida ma costante.

Questo tratto, così come quasi il resto del percorso odierno, è contrassegnata dai versi dei cervi, che si fanno sentire da una parte all’altra della vallata.

Una cosa mi fa molto arrabbiare in questo cammino, da quando la macchina fotografica non funziona, gli incontri con gli animali selvatici è giornaliero, che si tratti di cervi o di volatili, specie per i rapaci, mai come in questo ultimo mese si sono avvicinati così tanto.

Questo pensiero comunque è “volatile” la tappa è molto dura, forse la più dura.

Aggiungo che, stupidamente, non ho chiesto se ci  siano paesi tra i due centri abitati, Navatrasierra e Guadalupe, e non ho fatto spesa.

Senza colazione, ed il poco che mi è rimasto, vado avanti fino quasi al passo, non ne conosco il nome o quanto non ci sono cartelli che lo dicano.

Ho fatto il pieno di acqua, per fortuna ed ancora più fortuna, prima della cima c’è una fonte, qui attingo per riempire la bottiglia.

La discesa è lunga, non molto ripida, ma molto stancante ed il bivio con la EX 118 pare non arrivare mai.

Ci arrivo al bivio, verso le 14, e mi aspettano circa 13 km a Guadalupe, ma quel che mi attende, col caldo che fa, il sole che picchia forte, non me lo aspettavo proprio.

Me ne avevano accennato ieri, ma pensavo si riferissero al primo tratto.

Altra lunga salita, non pendente, ma come detto, il tempo non gioca a mio favore.

Al passo ci arrivo verso le 15:50, mi fermo qualche minuto, faccio “pulizia” ed elimino quel fastidio dato dalla vescica sotto il mignolo destro, della quale non mi ero accorto.

La discesa al paese è un 8%, 4 km che stancano più dei 35 precedenti.

Entrando in paese vedo che in una cantina stanno facendo del vino, mi fermo, ne acquisto un poco e lo assaggio, grave errore: a stomaco vuoto mi “stende”.

Sto male e non trovo l’ostello che pensavo di trovare, non esiste!!!

Trovo invece un supermercato, acquisto del formaggio per cercare di rimediare, in parte ci riesco, ma la stanchezza si sovrappone al malessere: comincio a pensare di trovare un bus per tornare a casa!

Verso le 18 sto meglio e decido di proseguire almeno fino a Merida.

Quindi, gambe in spalla e avanti!

Mi dicono che troverò un campeggio 4 km più avanti, si, ma si trova alcuni km fuori tragitto.

Proseguo lungo la EX102 direzione Merida, ma sono molto stanco ed il primo posto utile a piantare la tenda che trovo mi ci piazzo.

Sono ai bordi della statale e alle 1:30, la GuardiaCivil, fa un controllo, solo per sapere se va tutto bene.

Il problema è successivo, cani e bestie dei dintorni mi tengono sveglio per quasi tutta la notte.

Alle 7:30 non ho ancora voglia di alzarmi, la stanchezza comincia a farsi sentire e la lunga dormita di ieri notte, nonostante l’interruzione, non è bastata, ho dormito dalle 20 a quando mi ha svegliato la Guardia Civil, un record in tenda!

Mi avvio e la giornata comincia con una salita, 3 km, ma appena sveglio non è il massimo.

Tutto quel che mi hanno detto riguardo la distanza tra Guadalupe e Canamero è una balla, chi mi ha detto 5 e chi mi ha detto 7, ma sono quasi 17 km. E non dei più facili.

Di questa tappa quel che lascia stupito è la vegetazione di questa regione.

Abituato a vedere l’Estremadura sul versante “Ruta de la Plata”, questa parte pare un altro mondo.

Boschi a non finire, poche piantagioni di qualsiasi cosa, domina la quercia da sughero con qualche bosco di pino.

Verso le 11:30 arrivo a Canamero, vedo un cartello che indica un ostello, decido di fare tappa, sono troppo stanco per continuare.

Chiedo informazioni, un signore, che poi scopro essere l’ex sindaco, si premura di farmi avere informazioni, come promesso, dopo 30 minuti mi raggiunge al bar e mi informa che l’ostello, privato, apre solo a gruppi di oltre 8 persone.

Mi rassegno e dopo avere acquistato una sim, accetto l’invito di un signore a bere una birra, Severino!

Al ritorno è assieme a Marcial, il che fa diventare un aperitivo una bevuta di un paio di ore.

I due mi danno delle indicazioni su dove fermarmi per la notte, è un bel posto, ma la discesa e la successiva salita mi lasciano perplesso, ad ogni modo ho l’occasione di lavare la roba per almeno tre giorni.

Decido comunque di fermarmi, pur trovando difficile trovare un buon posto per la tenda: potrei proseguire!

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