La corta giornata di ieri, solo 9 km, che ho dedicato al “riposo”, al bucato e ad una bella dormita sulla panchina del parco vicino al fiume. È praticamente volata!

La breve salita al Puerto e la lunga discesa a Canamero, mi hanno solo permesso di vedere quella che è la parte nascosta, per chi percorre la Ruta de la Plata, dell’Extremadura.
Mi lascia affascinato il paesaggio, penso che pochi si aspettino una cosa del genere, boschi di quercia, campi di grano, che certo in Spagna non mancano, ed ogni tanto qualche vigna, in pratica tanto verde.
L’arrivo a Canamero è molto simile a tanti paesi della Spagna, lo vedi solo quando ci sei dentro.
Qui, oltre che a trovare finalmente una scheda telefonica, trovo anche della gente decisamente amichevole.
L’ex sindaco si premura di vedere se l’albergue accetta viandanti in solitaria, Severino e Marcial si premurano di farmi da anfitrioni del paese e Manuel, al fine, mi ospita per la notte in casa sua, questo mi costa 8/9 giorni di vino, dato che durante la notte se l’è bevuto quasi tutto, circa 3 l, pazienza ho dormito in un letto, per il vino spiace in quanto vino naturale e ci avrei bevuto per una decina di giorni, erano 5 l.

Giornata di totale relax, e di bevute esagerate, per fortuna qui i calici sono piccoli, di contro però il costo è risibile, 0,50€ a calice. Così finisce la giornata!
Alle 7:30 sono alla churreria assieme a Manuel.
In questa, i churros, anzi “los porros,” sono pieni di olio, di conseguenza passo all’altra, poco cambia e me ne accorgo successivamente lungo la strada.
La tappa di oggi è particolare, da Canamero a Logrosán tutto bene, ma arrivare a Zorita sono ben 19 km del nulla più assoluto!
Ho avuto l’accortezza di fare scorta di cibo e acqua soprattutto.

Questo mi permette di effettuare una sosta dopo circa 15 km, un piccolo spiazzo lungo la strada, un ceppo di quercia e riesco a mangiare qualche cosa.
Dopo altri 4 km arrivo a Zorita.
Mi fermo presso un parco all’ingresso del paese, qui mi faccio una bella dormita e al risveglio altri due calici di vino.
Proseguo lungo le strade del paese e dopo averlo attraversato tutto, mi fermo.
Altra gran bella dormita su una panchina.
Al risveglio, quasi due ore, chiedo informazioni, mi tocca tornare indietro.
Alla “tienda del pueblo” faccio spesa, pure per domani, e passo al bar dall’altra parte della strada per un caffè!
Il resto è storia, un paio di ore con alcuni avventori e il proprietario, spesa: 0€!

Questi mi indicano il “Cura” del paese per trovare un posto per dormire.
Ci vado dal Cura, ma mi dice che non è autorizzato ad ospitare gente!
Fa nulla, ritorno al bar e torno sui miei passi, il parco del paese è a poche centinaia di metri, lo raggiungo.
I gestori del bar mi dicono che non c’è problema, così pianto la tenda.
Domattina aprono alle 6:30 e “fieste in domo”!!!
Alle 6:30 sono oramai sveglio da oltre un’ora.

Qui si sono dati appuntamento dei pescatori per una gara che si svolgerà ad una decina di km.
Al bar c’è una ressa incredibile, così, con molta calma, mi preparo il bagaglio.
Verso le 7:30 riesco pure io ad avere il mio “cafè con leche” ed il secondo lo offre la casa.
Appena fa luce parto, sono circa le 8:10.
Per oggi il programma mi dice di camminare circa 40/45 km, così sabato potrei essere a Merida, cosi altri 10 gg e dovrei terminare il viaggio.
La strada per il primo tratto è una lunga discesa fino ad Alcollarin, in paese trovo nulla, perciò proseguo verso Escorial, 15 km di totale nulla, se nulla vogliamo considerare allevamenti, piantagioni e coltivazioni.

La foto non rende l’idea, il parco solare è lungo oltre 2 km
Qui mi fermo, mi faccio affilare il coltello, un finto Opinel, pranzo, acquisto del “pan de pueblo” e mi avvio verso Miajadas.
Qui scorta d’acqua e lunga sosta, ma senza il sonnellino pomeridiano, la cosa mi piace poco, ne ho bisogno!
Da qui a Santa Amalia è un quasi totale cammino su sterrato, la cosa stanca molto e considerando il fatto che in questi ultimi giorni la fatica si fa sentire e non poco, ciò mi disturba molto, d’altronde, in questo caso, avessi scelto la statale ci sarebbero state un paio di ore in più.

Alla meta odierna ci arrivo dopo essere passato per Valdehornillos e avere fatto merenda con due stupendi cuccioli di mastino dei Pirenei.
I 6 km che dividono i due paesi mi fanno lo sorpresa di farmi vedere le prime risaie spagnole, non so che qualità si coltivi, ma spero il Bomba, il riso della Paella!
All’arrivo mi fermo in un bar per delle informazioni, l’ostello è 8 km più avanti, non ho salsicce da appendere.
Sta piovendo, così decido per un hostal economico, economico si, ma appena rimesso a nuovo, questo mi fa contento.
Finalmente, dopo il Puerto de Cotos, più di una settimana, faccio una bella doccia e non avete idea di quanto sia gratificante!

Esco solo per prendermi qualche cosa per cenare, quindi di nuovo in albergo, non prima di avere fotografato un bell’arconaleno.
Domani Merida, breve tappa e sosta allo ostello!
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