Mi tocca andare fino al panificio per avere il pane fresco alle 8.
Dopo la colazione mi avvio.
La salita è come la conosco, non molto ripida, ma come primo impatto, stancante, per fortuna dura solo un paio di km.

Da qui in poi un continuo saliscendi che raggiunge il picco poco dopo l’ingresso al parco del Berrocal.
Una discesa, che fatta al contrario, ti mette alla prova, sono un paio di centinaia di metri, ma molto impegnativi.
A circa 9 km da Castilblaco decido per una breve sosta e per rifocillarmi un poco.
Ho la vaga impressione di essere in ottima forma, e di camminare veloce, oppure il chilometraggio stradale è stato messo lì tanto per fare mostra di se.
Arrivo a Castilblaco con circa 45 minuti di anticipo, sosta bevuta fresca, per terminare il pranzo e riavviarmi.

Passando per l’ostello decido di riposarmi un poco, ma l’ospitalero è un ragazzo italiano e ci perdiamo in discorsi di cammini ed annessi fino alle 15:15.
Alla ripartenza sono assonnato è più stanco.
Dopo circa 300 m incontro un altro “carrellista” un pellegrino di Como che viaggia con il suo carretto, suo nel senso che se l’è costruito.
Breve scambio di consigli e poi per lui finisce la tappa e per me la decisione se andare per la statale o per il cammino.
I ricordi arrivano fino a circa 5 anni fa, la pista era decente, quindi rischio e scendo per il cammino, tra le altre cose, sono circa 6 km di meno.
Ancora non so se ho fatto la giusta scelta, ma il percorso è più terribile, ma molto di più, di quanto immaginassi.

Una discesa di circa 3 ore, con grande fatica, e con dei dubbi sulla resistenza del carretto.
Finalmente alla fine dello sterrato, imbocco la strada regionale.
Mi sa che ho fatto, comunque, la giusta scelta.
Gli ultimi due km sono decisamente pericolosi, la banchina è stretta ed il traffico è tanto.
Decido per l’ostello La Luz del Camino, qui una gentilissima proprietaria mi accoglie.
Ora cominciano i dubbi, mi fermo a Siviglia, e non sarebbe male, o vado fino a Tarifa.
Domani per Siviglia ci passo e poi deciderò.
Ve lo dico senza troppi problemi: sono stancherrissimmo!!!

P. S. Tra ieri ed oggi ho percorso 110 km, il che mi fa pensare che in fondo non sto così male!!! 😁😁😁
Manco farlo apposta, ecco oggi, mi taglia le gambe, riduce in brandelli il mio spirito e quasi manda “affa’ncuore” il finale della mia camminata.
Già dalle prime ore, o meglio dai primi km, pare che tutto voglia andare in vacca.
Il carretto, attraversando un percorso che ritenevo decente, ed invece si è rivelato una vera ciofeca, fa degli strani rumori che prima non avevo sentito, rischio, prima di slogarmi la caviglia sinistra e poi il ginocchio sinistro, domani lo saprò, ed infine l’attraversamento di Siviglia, o meglio, l’uscita dalla città.
Verso le 18 ne ho le tasche piene, ed è solo il fatto che possa riposarmi un poco di più che mi fa desistere dal tornare a casa.
Come detto, il primo tratto è una vera merda, se ieri scendendo a Guillena, mi sono trovato male, oggi sui circa tre km che mi portano alla A8081, ho navigato nello sterco.
Ad ogni modo, passati questi km, la strada diventa potabile e poi decisamente “camminabile”.

A Siviglia ci arrivò con molto anticipo rispetto al previsto, oramai la gamba c’è, manca ancora un poca di testa e poi posso fare il giro del mondo.
In città ne approfitto per pranzare, lungo il Guadalquivir, mentre ci sono i lavori di manutenzione dei prati, fa nulla, sono così stanco che quasi non me ne accorgo.
Lungo il fiume, che è la direttrice che mi porterà fuori dalla città, ci cammino circa un’ora, poi di nuovo sosta presso la stazione dei bus di Plaza des Armas.
Dopo un paio di ore riparto e qui la “tragedia”.
Leggere il gps è un vero enigma, tra l’uno, Google, e l’altro, Maps, c’è da diventare scemi.
Così dopo diverse ore di bestemmie, la discesa di una scarpata che quasi mi porta alla rottura del ginocchio sx, ho davvero temuto di dovermi fermare, per circa 10 minuti ho visto le stelle, e il tracciato che sempre peggiora ad ogni metro, decido, giunto a Fuente del Rey, di fermarmi.

Ho fatto pochi km, questo mi fa leggermente incavolare, non ci arrivo domenica, di questo passo, a Tarifa.

Domani “vedrebbimo”!
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