6-7 luglio da Norrköpping a Linköping a Boxholm 

abbiate pazienza per le foto, appena ho il Wi-Fi

Dopo una buona nottata mi alzo verso le 8 e alle 9 sono in strada.

Una delle cose più odiose in questi cammini è l’attraversare le città.

Non le sopporto proprio, è più son grandi e più grande è la mala sopportazione.

Norrköpping non è da meno, e il navigatore aiuta ben poco.

A stento c’è la faccio in 90 minuti circa.

Inutile dire che trovare un bar o qualche cosa che gli somiglia è una bestemmia, per fortuna qualche cosa me la sono fatta in albergo.

La strada, fuori dalla città, che ho attraversato su piste ciclabili, è il solito trantran dei giorni precedenti.

Si snoda tra campagna e qualche bosco, a tratti larga e comoda e per certi tratti guai se si incrociano le macchine.

Tra quelli che considero degli incapaci alla guida, e i cosiddetti spericolati, devo stare molto attento, ho rischiato un paio di volte di finire nel fosso.

Comunque arrivato sulla 215 tutto cambia, si fa ampia, comoda e più sicura. All’incrocio con l’autostrada che porta ad Helsinborg, trovo pure un buon posto per fermarmi a pranzare.

Nel tardo pomeriggio cerco d capire come sarà il tempo, la mattinata è iniziata nel migliore dei modi, sole, buona temperatura ed un poco di vento che non ha guastato affatto.

Verso le 17 dovrebbe iniziare a piovere, invece tarda di quasi un’ora e ciò va bene.

Mentre sto arrivando a Linköping inizia a cadere in modo insistente ed abbondante.

Non trovo campeggi od ostelli e mi devo piazzare per la seconda notte consecutiva in albergo.

Verso le 19:30 ci giungo e nonostante non avessi prenotato trovo posto, i prossimi giorni le previsioni danno pioggia, speriamo bene…

Effettivamente è un ostello, ha pure la cucina, ma a diverse stelle, servono la colazione e le stanze sono pure singole.

Volevo fare la mia colazione in cucina ma visto che tutti vanno verso la sala da pranzo ci vado pure io.

Sono le 8 e le previsioni danno pioggia tra le 8 e le 9 al 30%, effettivamente piove per circa 18 minuti 😁😁😁

Alle 9 parto e stavolta le difficoltà per uscire dalla città sono minori.

Immediatamente fuori mi immetto su una ciclabile e per circa 15 km vado sul sicuro.

Guardando ieri la mappa mi aveva dato l’impressione che fosse una statale a 4 corsie, invece è la pista ciclabile che occupa le corsie esterne.

Il traffico è quello tipico domenicale, scarso la mattina.

Oggi la preoccupazione è di trovare una bombola di gas, la sto cercando da diversi giorni, fin dalla Finlandia, ma quel che serve a me pare quasi introvabile.

Lo stesso faccio nei supermercati, ma nulla.

Spero di non dovere usare quella a legna, che per quanto comoda sia è fastidioso in quanto sporca molto.

Proseguo attraversando diversi centri e questo se si vuole è un aiuto in quanto camminando da uno all’altro pare che si cammini più veloci.

Vikingstad, Mantorp e Mjöby sono quelli più grossi, tra l’ultimo e Boxholm c’è la distanza più grande, circa 15 km.

Come ho detto, pare si cammini più veloci, effettivamente la distanza solita l’ho coperta in circa un’ora più veloce del solito.

Il tempo è stato alquanto variabile, ma farei carte false per avere il resto del cammino in queste condizioni, nonostante in certi momenti il mettere e togliere pile e anti vento diventa uno sfasamento non da poco.

In questo caso il vero problema sono gli sbalzi di temperatura che si deve sopportare e non è facile, più facile in queste condizioni è beccarsi un malanno, ma confido sulla scorza che mi sono fatto in questi giorni.

Non dimentico però quando nel 2013, in Francia al confine con la Svizzera, una notte stanchissimo dormii in albergo, durante la notte feci una sudata che l’intero letto era madido di sudore.

Tutta la giornata la passai, penosamente, arrancando sulla salita che mi portava a quel luogo.

Quindi sto sempre all’erta.

Ieri ho saputo che la mia amica danese purtroppo non ci sarà, quindi me la prendo con calma e spero per domenica di essere in Danimarca.

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4-5 luglio da Bogsta a Stavsjö a Norrköping

 

Ho passato una pessima notte, starò pagando il troppo bene della precedente?

Ad ogni buon modo alle 7 circa sono strada, mi aspettano i primi 20 km fino a Nyköping, devo trovare un bancomat. Devo verificare se funziona, ieri mi hanno rifiutato due pagamenti.

La strada cambia poco rispetto a ieri, un continuo zigzagare nel bosco in un interminabile sali scendi!

Faccio fatica, ho un sonno terribile e nonostante ciò arrivo prima del previsto.

Trovo lo sportello, c’è n’è uno solo con 5 o 6 che ci sono nel centro abitato e mi eroga un massimo di 60 euro convertiti in 600 corone.

Fatto ciò proseguo ed all’uscita dal centro abitato trovo pure il supermercato.

Fatte le debite scorte, vado avanti. 

La strada attraversa zone isolate e coltivate a cereali, coltivazioni che si alternano a boschi di pini, betulle ed abeti, mi chiedo quando sarà la luna nuova per parlare di funghi.

Ogni tanto si vedono delle piccole greggi di pecore, qua di tutte nere.

Nonostante la stanchezza ed il tanto sonno alle 20 circa ho raggiunto la quota giornaliera, ma vado avanti comunque.

Per circa 90 minuti mi do da fare per trovare da piantare la tenda.

La gente non è molto gentile e disponibile e dopo i dinieghi di ieri arrivano quelli odierni, con una specie di scaricabarile: tutti che ti mandano al giardino dell’altro.

Alla fine arrivo a Stvasjö, qui trovo un parcheggio organizzato a sosta camper.

Il posto è bello ci sono pure i bagni e trovo un buono spiazzo per la tenda.

Il tempo di iniziare a piazzarla che un diluvio si abbatte sul posto, appena in tempo a coprirla e a mettere il resto sul tavolo con tettoia che sta lì vicino.

Dopo circa un’ora tutto si placa, sistemo il tutto ed un poco umido mi infilo nel sacco.

Passo una notte discreta, il vento della notte, e che continua, un poco le cose le asciuga, e nonostante abbia dormito più di ieri, mi sento molto stanco.

Il vento poi continuerà per tutto il giorno, costringendomi a mettere e togliere l’anti vento diverse volte, la temperatura mi ha riportato ai primi giorni, faceva così freddo che se avesse nevicato non me ne sarei meravigliato affatto. Ciò al morale non fa bene, se poi piove pure…

Alle 7 sono per strada convinto di arrivare a Norrköping per le 12.

Non sono riuscito a farmi un tè e per colazione solo del pane, purtroppo qui mancano i paesini forniti di bar, ed i pochi che ci sono hanno orari per noi ridicoli, esempio quello che ho trovato oggi, dalle 10 alle 16, naturalmente ci sono arrivato alle 09:10.

Tra le altre cose, non ci sono i distributori finlandesi, che sono di certo molto bene organizzati, dei piccoli, che ti forniscono al minimo la bevanda calda, a quelli grandi con annesso supermercato.

La Svezia, devo dire, è stata per me una grande delusione, me la immaginavo come il paese al quale guardare, invece ci sono tante cose che mancano, la Finlandia decisamente meglio e più umana, se vogliamo usare questo termine.

In questi giorni sto camminando in parallelo all’autostrada che da Stoccolma porta ad Helsinborg, a momenti le due strade si fiancheggiano, in altri si separano fino a qualche km.

Ieri sera per un tratto c’erano delle colline che si frapponevano, ciononostante il rumore proveniente dall’autostrada era insopportabile.

Da noi stanno studiando e posando degli asfalti fonoassorbenti, qui, (forse per necessità invernali?) mi sa che usano asfalti “fonoamplificanti”, lo stesso vale per le statali.

Comunque oggi dopo quasi tre ore riesco a farmi una tazza (1/2 L) di te e alle 12 ho fatto appena 17 km.

Ad Aby mi fermo per acquistare la “pappatoia”, sono quasi le 12, così decido per una mezza giornata di riposo e soprattutto di sonno.

Prenoto la camera in un motel, 10€ in più che all’ostello, ci arrivo,alle 14:30.

Come spesso succede qui non c’è persona alcuna alla reception, faccio telefonare da qualcuno ed ottengo così di entrare.

Questa cosa degli hotel senza reception da queste parti è molto in voga, specie su quelli piccoli, oppure se c’è ha degli orari ridicoli. Ricordo 4 anni fa, a Lahti in Finlandia, un albergo di grosse dimensioni ed in pieno centro, alle 16aveva la reception chiusa, il campeggio costava come l’albergo e quella notte dormii in tenda sotto un diluvio.

Antiche rune

Oggi non è così, ma da Aby al motel mi prendo tre acquazzoni, ed uno forte al pomeriggio, nel tempo di entrare in un negozio per cercare dei pantaloni.

Mi ritiro a scrivere.

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2-3 luglio da Stoccolma a Sibble a Bogsta

Stamane voglia di partire non c’è, un poco me lo aspettavo, lo so che le soste sono deleterie, ma mi sforzo e mi muovo.

Dopo un km mi fermo per fare colazione, per non averla fatta in ostello, a buffet, perché 8,50€ mi parevano troppi, al bar un tè ed una pastina 7,50€: non farò più colazione al bar in Svezia.

Riparto ed incomincia a piovere ed il carretto si fa sempre più scricchiolante, controllo i raggi delle ruote, controllo le giunture ed il bagaglio.

Appena passato un ponte ed avere trovato un posto asciutto mi decido a smontarlo e fare una prova, inverto i bracci per vedere se così riesco in qualche modo a raddrizzare le ruote: tutto a posto, le ruote son dritte, dritto è pure il bagaglio e non scricchiola più!

Mi rimetto in moto e la pioggia inizia a scendere più intensamente, mi fermo ad un distributore, non hanno acqua, mi prendo una birra ed alla successiva fermata del bus mi fermo per capire come fare ad uscire dalla città, che è grande, senza stressarmi troppo.

Alla fermata chiedo ad un signore, che gentilmente mi da una mano per capire dove sono e che strada sto facendo.

Così riesco a trovare un modo poco stressante per dirigermi verso Helsinborg.

Svedesi, gente calma

Verso le 12 pranzo presso presso un ristorante turco, una bella insalata mista con una decina di falafel, costo, meno della colazione!

Intanto diluvia.

A Tumba mi fermo in attesa che spiova, passano un paio di ore. 

Al supermercato acquisto due cose.

Smette di piovere e di gran lena mi rimetto in strada.

Fino a questo momento non è male camminare in questo tratto, si cammina solo su pista ciclabile.

Ad un certo punto un signore, che camminava dietro a me, mi raggiunge, parliamo un poco, e mi dà delle dritte sulla strada da percorrere.

Quando arrivo al Botkyrka Golfklubb, svolto a destra e mi immetto sulla Grödinge Kyrkby, strada secondaria, con un discreto traffico e, purtroppo, molto stretta, stile inglese, solo che qui non ci sono dei muri ai lati che la contengono, e per fortuna.

Dopo qualche km mi vedo costretto a risistemare il bagaglio , dopo che al mattino ho spedito molta roba inutile a casa.

Un km ancora e mi fermo per chiedere dell’acqua, solite domande e alla fine la proposta di fermarmi a dormire nel bungalow vicino casa.

All’inizio tentenno, ma poi mi dico che non vale la pena perdere una simile occasione.

Con Anders passò un paio di ore a be parlare e bere birra, mentre Lisa sta preparando la cena.

Mi invitano pure a cenare, oltre che a farmi fare la doccia, in compagnia loro e delle loro figlie, cosa chiedere di più?

Alle 22 si ritirano invitandomi a fermarmi un altro giorno e a cucinare la pasta per loro, domattina deciderò!

La miglior dormita da quando ho iniziato questo cammino! Quasi 8 ore di sonno interrotto un paio di volte per alcuni secondi!

Inoltre svegliarsi avendo in testa un tormentone che è una musica che adori non ha prezzo.

Alle 7:30 sono pronto a partire.

Lisa sta facendo colazione , entro per salutare, ringraziare e scambiarci un contatto, e subito mi offre la colazione, ma sto così bene che mi bevo solo un caffè!

Mancano una decina di km al traghetto, mi avvio lungo questa strada che è un continuo saliscendi, è stretta, ma per fortuna il traffico è scarso.

Colgo l’occasione per riascoltare, in questo ambiente di tranquillità e pace, Tangerine Dream e J.M. Jarre.

Oramai il passo si è fatto tranquillo, sicuro e veloce, in meno di due ore sono al traghetto.

La barca porta, vetture e persone oltre il fiordo che qui insinua il Baltico, su un’isola che si deve percorre per 10 km fino ad arrivare al ponte che riporta sulla terra ferma.

Anche qui in meno di due ore percorro il tratto, che è meno alberato del precedente e dato il sole che picchia è poco piacevole da percorrere, nelle due ore è inserito un acquazzone.

Ora la strada arriva ad un bivio e si connette ad una più trafficata, ma poco prima c’è una deviazione che segue una stradina intercomunale, tranquilla e poche vetture che passano. Il tutto per circa 3 km.

La sorpresa è invece il reinnesto sulla strada che porta alla statale 218, c’è la banchina di oltre 1,5 M sulla quale si cammina che è una favola.

Dopo alcuni km incontro Peter, un ragazzo tedesco in bicicletta che sta facendo il giro dei paesi baltici.

Rimaniamo a parlare qualche minuto, un paio di fotografie e riprendiamo il nostro viaggio.

Dopo circa 4 km arrivo a Vagnhärad, sosta pranzo, oggi mi sono “sfiziato” con 500 gr di gelato al caramello ed un litro di kefir al latte, questo mi ha obbligato ad una sosta per la meditazione catartica!

Da questo punto in poi seguo una strada secondaria che quasi parallela all’autostrada 4 dovrebbe portarmi fino ad Helsinborg.

Sono quasi le 20 ed ho raggiunto la quota giornaliera di km, comincio e cercare, prima acqua e poi un posto per piazzare la tenda.

Ieri è stato troppo bello, un bello che non si ripete nemmeno in parte, mi è stato rifiutata ben due volte la richiesta di piazzare la tenda, mentre qualcuno mi ha dato consiglio su dove farlo.

Dopo altri km ed un altro acquazzone trovo sistemazione vicino alla strada ma su un prato morbido.

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30 giugno 1 luglio da Lieto a Turku a Stoccolma

Tappa brevissimia, 22 km circa, gli ultimi in bus per arrivare al più presto possibile per trovare una lavanderia aperta.

Arrivo in albergo e con grande sorpresa vedo che hanno l’auto servizio di lavanderia al “terribile” costo di 1,50€ e asciugatrice gratis.

Sistemo tutto e decido di dedicare la giornata, oltre al riposo, a sistemare tutto il bagaglio, pare di no, ma ogni giorno andrebbe risistemato per bene, specie per chi come me viaggia con il carretto, la giusta sistemazione rende il carretto più facilmente trasportabile.

Oltre a selezionare il materiale inutile, che non appena possibile tornerà indietro via posta, devo trovare la giusta sistemazione per tutto il resto.

Devo trovare di nuovo il modo di trainarlo.

Il resto della giornata lo dedico a spese e, finalmente, ad un pasto seduto ad un tavolo senza alcuna fretta addosso.

Ricarico batterie, e sistemi vari, rischio la “pitiriasi versicolor” per tutte le docce che mi faccio e finalmente a letto.

Mi alzo presto, carico il carretto e vado verso la fermata del bus che mi porterà al porto.

Dato che la previdenza non è mai troppa, arrivo al porto che gli uffici sono ancora chiusi, attesa  un’ora e mezza, che aggiunte alle quasi 12 ore di viaggio…

Proverò a far delle fotografie dal ponte, sto scrivendo in diretta, il percorso visto dalla cartina pare molto interessante.

A proposito, ho fatto il biglietto con una compagnia .com al costo di 19€, alcuni giorni fa una compagnia .it mi offriva lo stesso biglietto, super scontato, così dicono loro, al fantastico prezzo di 74€: attenzione gente, controllate sempre prima!

Il viaggio prosegue senza grandi emozioni, a parte il mare aperto, per il resto pare tutto uguale se non fosse per il fatto che la Svezia in questo punto è decisamente molto abitata, quindi case sul mare ovunque.

L’arrivo a Stoccolma, come previsto, è per quasi le 19.

Faccio un poco di fatica a trovare un posto per passare la notte, ma poi trovo qualche cosa per me nuovo ed originale.

Intanto comincia a piovere ed assieme ad una ragazza cinese ci appropinquiamo al centro, cosa che a me non va bene, ho adocchiato qualche cosa di interessante.

Per strada lei trova la metro e ci va, io proseguo lungo il pontile ed arrivo al REDBOAT, un albergo/ostello su una nave ormeggiata.

Vista sulla città

Il posto non è il massimo, ma è carino ed originale, mi fermo, domani da qui parto per la prima vera tappa svedese, con la speranza che le strade siano diverse che al nord, comunque da un primo sguardo su maps penso camminerò molto su stradine secondarie.

Reception

Intanto buona notte!

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28-29 giugno da Ulvila a Säkylä a Lieto

Il posto trovato per mettere la tenda era proprio buono, peccato per l’edificio che mi ha tolto la possibilità di asciugare del tutto la tenda.

Alle 07 sono in strada e già capisco che non sarà una buona giornata.

Lungo la statale 2 che porta ad Helsinki sono costretto un paio di volte a fermarmi per tirare i raggi del cerchione di destra.

Dopo questo, finalmente, trovo un locale che mi da l’accesso al Wi-Fi, così posso pubblicare i poste dei giorni precedenti, che vi giuro non è facile.

Devo, dal tablet, spedirmi le foto sul cellulare, così devo fare con lo scritto, copiare ed incollare, caricare le foto sul post ed infine pubblicare.

Qui il Wi-Fi non è quella “scheggia” che si può pensare.

Mi riavvio e mi vedo costretto ad una sosta sempre a causa del carretto, stavolta smonto tutto, mi manca però un punto per fare leva, rimando.

Durante la sosta, pranzo e sonnellino.

Proseguo, chiedo dell’acqua, da come si mette sarà un pomeriggio infuocato.

Pochi km ed altro rumore sinistro sulla ruota destra, che va aumentando.

Intanto continuò a mantenere sempre piena la scorta d’acqua.

Giunto a Kiukainen trovo un parco gioco con una panca ed un tavolo ed un attrezzo che potrebbe fare al caso mio.

Dopo un poco che sono lì arriva una prosperosa è giovane signora, mi fa il solito interrogatorio e sili a poco si presenta tutta la famiglia, compreso il padre di lei, che mi chiede del carretto, gli spiegò il problema ed i miei dubbi, prende la ruota e ritorna dopo poco con i cuscinetti ingrassati: una meraviglia!

Dopo avere declinato l’invito alla festa del paese che ci sarebbe stata la sera, mi muovo.

Al contrario di quanto avevo deciso, invece che scendere passando per Eura, mi mantengo sul percorso originale passando per Tuiskula.

Dopo il paese incontro una processione di persone in bicicletta che vanno il centro abitato, tutti portano due cassetti e numerate, probabilmente raccoglitori di fragole provenienti dai paesi baltici della sponda opposta.

Poco prima di Säkylä si alza un vento molto freddo che mi costringe a pile e giacca a venti.

In paese piazzo la tenda sulla riva del lago.

Oggi partenza decisamente tarda, sono le 10 che mi muovo da Säkylä.

La strada è la 204 e mi porterà fino a Turku.

Mancano 75 km al porto e per quasi tutto il tragitto non faccio che pensare a cosa fare: fermarmi un giorno e vedere se trovo una lavanderia, tirare dritto fino a Stoccolma, che sarebbe la cosa giusta visto che li prezzi per dormire sono decisamente “potabili”?

Intanto la strada continua ad attraversare delle grandi coltivazioni, dal foraggio, al mais, grano, patate e “birra allo stato embrionale”.

Birra allo stato embrionale

Mai avrei pensato a così tante e svariate coltivazioni a queste latitudini.

Una cosa che mi ha sorpreso, in un supermercato è stato vedere dei pomidoro coltivati in Finlandia, mi sono chiesto: ma dove e come? oggi la risposta: ho visto una serra incredibilmente grande che aveva esternamente, quello che penso, un impianto di riscaldamento con un motore di dimensioni esagerate.

A parte questo le emozioni non sono poi tante, poche cose da fotografare, la quasi totalità del verde che mi mette addosso un gran sonno e la telefonata di una amica che da tanto non sentivo.

Verso la fine mi viene la tentazione di prendere il bus fino in città, ma non mi pare il caso.

Intanto immerso nei miei pensieri vado avanti fino a camminare molto oltre la media giornaliera.

Sono le 23 quando trovò un buon posto per piazzare la tenda.

Domani appena giungerò in città deciderò che fare.

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26-27 giugno da quasi Tiukka a Tuoria a Ulvila

Dopo avere conteggiato il chilometraggio mancante al traghetto, ho deciso: lo prendo a Turku, sono circa 140 km in meno rispetto a Mariehamn.

Comincio ad essere stufo della Finlandia, almeno a piedi.

Appena il tempo di addormentarmi e mi risveglio al ticchettio della pioggia.

Piove fin quasi alle 07 ora in cui decido a muovermi.

Oggi mi aspetta l’assoluta esigenza di una lavanderia. 

Mancano circa 10 km al primo paese, Tjöck, qui mi fermo a bere un tè e parlo un poco con il proprietario che mi indica, 6 km più avanti, una lavanderia, anzi si premura anche di chiamare per avere informazioni: si lavano pure vestiario.

Meno di un’ora arrivo a Lapväärtti, trovo subito il posto, ma ci vorrebbero 2 giorni per avere tutto pronto.

Decido di arrivare a Pori, dove mi dicono non manchino le lavanderie a gettoni, speriamo!

Due giorni del nulla più assoluto, almeno guardando la mappa, passo al supermercato.

11:30 sono di nuovo sulla E8.

Cammino per circa un’ora e l’abbiocco mi prende, stavolta nell’area di parcheggio ci sono le panchine ed una è pure coperta.

Mangio, e verso le 13 provo a dormire un poco, prendo il cuscino, la coperta, mi metto giù e mi addormento profondamente, dopo 10 minuti sono in strada.

In questo tratto più che mai la strada è noiosa, comincio a meditare seriamente di lasciare la Finlandia.

Dopo circa 4 ore arrivo ad un piccolo distributore con bar e mi fermo per cercare di lavarmi un poco usando i bagni.

Scrivo qualche cosa, mi bevo il mio solito litro di tè e nel mentre comincia a piovere.

La pioggia aumenta di intensità, chiedo a degli avventori cosa ci sia li vicino, mi rispondono che dopo Tuoria c’è un campeggio, ma la risposta-domanda che mi aspettavo non arriva e questo dopo quasi due ore che ero fermo lì.

Mi preparo ed esco, mentre sto sistemando il carretto, esce un altro avventore e comincia a chiedermi le solite cose e naturalmente si va sul problema del momento.

Mi dice:”dai vieni ti porto al campeggio!” Controlliamo se le cose ci stanno, perfetto c’è posto pure per lo zio che è con lui. Venti minuti e siamo sul posto, mi sistemo e non vuole nemmeno che gli offra il caffè!

Con il tempo che c’è  guardando la strada che avrei dovuto percorre ho solo fatto la cosa giusta.

Ora che son qui, a scrivere sotto una tettoia all’asciutto, non mi pento affatto della scelta, tra le altre cose dovrebbe diluviare per tutta la notte.

Non piazzo la tenda, dormo sul pavimento o su un tavolo della cucina.

Ma la cucina non c’è, quindi mi sistemo sul pavimento dell’anticamera delle docce, della sauna e dei cessi.

A questo punto ribadisco un concetto espresso un poco di tempo fa: cha cazzo vi comprate a fare il camper se poi passate il tempo ad usare le cucine, le docce ed i cacatoi dei campeggi? Tra l’altro a dei prezzi da albergo a cinque stelle!

La nottata la passo discretamente bene.

Alle 07:45 sono per strada, oggi Pori, 47 km più avanti!

Spero solo di trovare qualche cosa per fare colazione, ho mangiato solo dello iogurt.

La cosa si fa dura e su un tracciato noioso come questo, lo è di più.

Comunque dopo circa due ore qualche cosa la trovo, il solito bar/ristorante che offre di tutto.

È parte di un villaggio per pescatori, non di mare, da pesca sportiva, trote, salmoni ed altro.

Riparto con la convinzione di “ciucciarmi” 35 km di pane ed acqua.

Devono essere proprio grandi

Verso le 12:30 mi abbiocco an una fermata degli autobus, finalmente una con riparo è seduta.

Alla ripartenza vedo un cartello che indica un altro di questi bar, ho fame e decido per la sosta.

Una meravigliosa fetta di torta al formaggio e frutti di bosco, l’apoteosi della torta al formaggio!!!

Mentre me la sto godendo, una signora comincia con il chiedere, è molto gentile e pure il marito non è da meno e la chiacchierata si protrae per un’ora.

Vedo sul loro tavolo quello che pare un dolce e che molti hanno acquistato, chiedo cosa sia e mi risponde che è un tipo particolare di pane che si produce in zone, purtroppo gli assaggi del locale sono finiti.

Mi stacco un momento per vedere delle peonie che non avevo mai visto.

Al ritorno ci salutiamo, senza nemmeno dirci i nomi!!!

22 km a Pori.

La strada è lunga e mi auguro sempre di trovare almeno una tazza di tè.

Dopo circa un’ora mi viene sete e prendendo una bottiglia mi accorgo che c’è qualche cosa nella busta: mi hanno lasciato il pane!!!

Non vi dico ciò che ho provato in quel momento!!!

Buonissimo!!!

La rabbia di non sapere nemmeno chi siano, che peccato!

Abitano a Pori, spero di incontrarli mentre attraverso la città.

Purtroppo niente da fare, ci proverò con Facebook.

In città riempio il “magazzino” e riparto destreggiandomi in quei meandri di strade che Maps mi indica.

Non ho la ricetta, ma ecco gli ingredienti!

Fortuna che ho trovato una ragazza che mi ha fatto usare l’hotspot del suo telefono, altrimenti sarei ancora lì.

Dopo altro 18 km mi fermo.

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24-25 giugno da Kuni a Sorvari a quasi a Tiukka

Il posto era decisamente buono, se non per il traffico, non intenso per la verità, ma che con il tipo di l’asfalto che c’è sulla strada è terribilmente rumoroso.

Non volendo passare per Vasa, propendo per un percorso alternativo che alla fine si rivelerà decisamente buono.

Traffico praticamente inesistente, silenzio quasi assoluto, rotto solo dal canto degli uccelli ed infine la strada si inoltra in una foresta, il fondo della strada è in terra battuta e ci si cammina decisamente bene.

Poco prima di entrare nella foresta, decido di fare ciò che ancora in questi giorni non ho fatto: ascoltare della musica.

Non certo con le cuffie, ma direttamente dal cellulare posto di fronte sul carretto.

Mentre mi inoltro tra gli alberi inizia il brano “Stratosfear” dei Tangerine Dream, un vecchio brano certamente poco conosciuto di musica elettronica.

Mi è sempre piaciuto molto, ma ascoltarlo mentre sono in luogo, col vento che piega le fronde degli alberi, le nubi che corrono lasciando alternativamente spazio ad ampie macchie di sereno, il vento stesso che ti accarezza ed altre nuove e strane sensazioni, bene, è decisamente cosa da far venire i brividi.

Il tutto continua anche fuori dal bosco, con la strada principale lontana, ed i rumori delle vetture che vengono coperti dai suoni naturali e dalla musica di J.M.Jarre.

È così bello il tutto che nemmeno mi sono arrabbiato quando cadendo la protezione del cellulare è andata in mille pezzi.

Proseguo, la giornata è bellissima, il sole picchia ma d’ il vento che allevia la calura.

Il tragitto che percorro è lontano dai grossi centri abitati, né attraverso un paio di piccoli, ma sono indefinibili come centri abitati in quanto si sviluppano sulla lunghezza della strada.

Nella ricerca di acqua, mi avvicino ad una casa, il proprietario ê gentile e sorridente, parcheggiato fuori casa ha un camper di grosse dimensioni, gli chiedo per curiosità il prezzo.

A quel punto mi accorgo che se non avesse le orecchie il sorriso gli arriverebbe alla nuca, 120.000 €: svelato l’arcano del sorriso da camperista.

Sì perché in questi giorni è il secondo che vedo sorridere!

Dopo altre 4 ore di cammino arrivo a Sorvari, comincio a cercare e trovò subito un signore che mi lascia mettere la tenda sul prato da poco falciato.

Stasera per cena: fusilli con pesto rosso piccante! (Prodotto in Italia)

Non comincia bene la giornata: piove e sistemare il tutto, in quelle condizioni, non è l’ideale. Comunque!

Verso le 08:00 sono in strada, devo percorre circa 13 km per arrivare al primo distributore con annesso negozio di alimentari.

La strada è sempre la E8, con una banchina transitabile sempre più liscia e sempre più comoda.

Questo non toglie che con la pioggia che cade ciò possa comunque essere fastidioso.

Man mano che prosegue, la pioggia aumenta di intensità, fortuna non c’è vento, in compenso ci pensano gli autotreni a dar fastidio.

Mentre avanzo guardò il cielo davanti a me, a sinistra sta schiarendo, a destra sta schiarendo, mentre al centro con direzione di dove mi trovo, una grossa, nera e minacciosa colonna d’acqua avanza.

Per fortuna sono a poche centinaia di metri dal distributore e ad ogni modo prima di raggiungere il luogo il temporale deve essersi estinto.

Mentre scrivo va schiarendo, tra poco vado.

Il cielo è coperto, ma non minaccia pioggia.

La strada non cambia fino a circa 4 km dopo la partenza, qui d’un tratto la banchina finisce quasi del tutto e muovermi non diventa facile.

Difficile è trovare un posto dove sedermi, non dite a terra, a me non piace, sono spariti del tutto i casotti delle fermate del bus, le aree di parcheggio lasciano a desiderare e mi fanno rimpiangere le strade della Lapponia, almeno qui abbastanza spesso si trovano.

In una di queste aree di parcheggio, mi ci fermo nella speranza di trovare pure una panca per dormire, ho un sonno bestia, rischio di addormentarmi in piedi, non per modo di dire!!! 

Trovo solo un contenitore di legno che mi permette di farmi da mangiare al riparo dal vento e seduto, con la testa tra le mani, qualche secondo di sonno, a me basta!

In questo tratto ci sono dei lunghissimi rettilinei, in fondo ad uno di questi vedi delle luci rosse, sono le luci di un distributore.

Ci arrivo dopo circa un’ora da quando l’ho intravisto.

Sono stanco, non per il camminare, ma per il vento, è impossibile! Mi sento bruciare mani e viso come fossi stato delle ore al sole.

La sosta è d’obbligo, sia per la fame che per la sete.

Mi prendo il mio mezzo litro di tè, un piatto a base di gamberetti e mi siedo in un angolo con vicina la presa di corrente per ricaricare il telefono.

Mi fa piacere che la gente mi fermi, mi chieda e che voglia parlare con me, ma quando esagerano rischio di diventare maleducato.

Appena seduto, con ancora piatto e tazza in mano, mi si avvicina un signore che comincia con le domande, come non bastasse si siede, dopo aver chiesto, davanti a me.

Io con una fame che mi sarei mangiata pure la pellicola è questo che mi tormentava, alla fine l’ho liquidato dicendogli che parlasse pure che io iniziavo il pranzo, alla fine è andato al suo tavolo.

Dopo un’ora circa e dopo avere fatto dei conti dei km, riparto.

Cammino altre tre ore, tanto per alzare la media.

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22-23 giugno Da Kokkola a Ytterjeppo a Kuni

Esco dal campeggio e vengo avvicinato da una coppia in bicicletta, solite domande, tra queste “dove dormi stanotte”, “cerco un posto e piazzo la tenda” “no, no, vieni a casa nostra, ma tra un paio di ore, se segui la E8 noi abitiamo vicino”.

Mi dice inoltre che loro saranno a casa tra un paio di ore, mi chiede il numero di cell per chiamarmi non appena rincaseranno.

Il tipo si dimentica però di darmi l’indirizzo e quando, meno di due ore dopo mi chiama, sono oramai lontano più di 8 km.

Sono incazzato come una iena, potevo essere a dormire da almeno un’ora, ora tra cercare il posto e piazzare il tutto almeno una ora e mezza.

Mi alzo tardi e decisamente poco riposato, ma per oggi ho già camminato un quinto del percorso previsto.

Come se non bastasse ci si mette il tempo, la prima volta a Kronoby, per fortuna sono in un supermercato, quindi mi riposo un’ora.

Ripartenza con una leggera pioggia, dato che per le 14:00 le previsioni danno diluvio mi velocizzo per arrivare a Edesvö.

Pioggia a tratti, vento con folate fortissime, un paio di volte il carretto ha rischiato di ribaltarsi, ma soprattutto freddo, ed i guanti chissà dove sono nel borsone.

Ma eccolo NESTE, il mio distributore preferito: sosta di due ore! 

Acquistato il repellente, qui va a litri, impressionante! 

Esco ed il cielo comincia a schiarire, ma fa ancora più freddo.

Mi avvio con l’idea che gli ultimi km saranno facili.

Mi fermo a mangiare, sto mangiando poco, in un parco per bambini, ci sono delle panchine.

Dei ragazzini, che stan li divertendosi, mi avvicinano e mi chiedono se voglio delle patatine fritte, direi proprio gentili! 

Più tardi però il problema cibo si ripresenta.

La strada non finisce mai, senza acqua, con il vento che aumenta di intensità ed una fame boia senza riuscire a trovare un posto dove potere cucinare.

Finalmente, nei pressi di Ytterjeppo un posto dove piazzare la tenda lo trovo, ma non l’acqua, pazienza stasera mangerò a secco… come quasi sempre d’altronde!

8 ore di quasi totale sonno sopra delle pietre che non avevo visto, il vento che soffia a 25 km (le previsioni), mi riavvio!

Sono costretto all’antivento, ma dopo circa 5 km devo toglierla.

Continuo a guardarmi attorno alla ricerca di una casa per chiedere dell’acqua.

Finalmente né trovo una, isolata su un bivio che porta ad un centro abitato ad oltre 10 km da una parte ed 8 dall’altra.

Andarci in bici con entusiasmo!

Ora che c’è il liquido, 3 litri, per qualche ora sono a posto, ma tra 2 ore arriverò ad Oravais, ed è esattamente il tempo che ci impiego, qui trovo tutto in un colpo solo, acqua, distributore con annesso bar e supermercato.

A chi si chiede perché spesso vado nei supermercati, la risposta è semplice, a parte qualche cosetta, come pasta o alimenti a lunga conservazione come sottovuoto, acquisto tutta la quasi, la “pappatoria” giornalmente.

All’interno del locale molta gente mi avvicina curiosa e chiede.

Riparto e subito incontro un ragazzo che si allena (ha una faccia che non mi è nuova, nazionale di fondo finlandese? Può essere) solite domande.

Dopo poche centinaia di metri trovo a chi chiedere dell’acqua, basteranno 4 litri fino a stasera?

Quindi di nuovo in strada.

Dimenticavo di dire che da diversi giorni il paesaggio è molto cambiato, se non l’ho scritto prima è solo perché i post li ho scritti mentre ero decisamente stanco.

Dicevo, alle grandi pinete, abetaie ed il resto, ora a ciò si aggiungono delle grandi coltivazioni, in modo particolare, patate, cavoli e tanto foraggio.

Purtroppo la noia del percorso non cambia.

Pensavo di dover arrivare a Vasa, invece circa 20 km prima, esattamente a Kuni d’ una svolta a sinistra.

Nei pressi del bivio trovo un buon posto per “tendeggiare” , mi accampo, ceno, con qualcosa di cotto al momento, finalmente, sistemo ulteriormente il bagagli ed in attesa della mezzanotte scrivo!

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18-19 giugno da Bondersbin a Pyhäjoki

Perdo il bus delle 6:45, ma ora finlandese e non svedese, in pratica per un’ora. Il prossimo mi tocca attenderlo fino alle 11:00.

Alle 14:00 sono ad Oulu.

Mi prendo il tempo per mangiare qualche cosa è per un’ulteriore sistemata al bagaglio.

Verso le 15 mi avvio e già dal centro abitato si capisce che è tutto un altro camminare, nonostante i vari lavori in corso in diversi punti: non c’è paragone!

Non ho idea di quanto camminerò, ma considerando i quattro giorni persi, dovrò dare il più possibile.

Il problema dei centri abitati si ripropone pure qui, sono quasi tutti a distanza dalla statale ed ora qui vengono pure a mancare i rifornimenti idrici dati da privati cittadini dalle proprie case, ad ogni modo questo mi porta solo a “lavorare” di anticipo.

Per un lungo tratto cammino lungo quelle strade che collegano i piccoli centri, cosa che in Svezia non ho notato, all’improvviso la statale E8, larga comoda, un fondo ben curato ed una banchina transitabilissima e ben asfaltata.

Anche qui c’è pero il problema dei punti nei quali la semplice statale si trasforma in una autostrada, ma ve bene lo stesso, non ci sono le problematiche svedesi.

Alla fine del primo tratto autostradale che incontro, cerco un punto dove dormire, purtroppo, per evitare investimenti di animali, tutta la strada è protetta, su entrambe i lati, da una rete di protezione.

Dopo circa 36 km trovò una delle vie d’uscita e ci piazzo la tenda.

Nottata difficile, traffico intenso e rumoroso mi impediscono di dormire bene.

Alle 07:30 sono per strada, non ho da bere e tantomeno da mangiare, o meglio, fare colazione con pane e pesto non rientra nelle mie abitudini.

A circa 15 km c’è un piccolo centro abitato.

Il tempo non promette alcunché di bello, ed infatti dopo un paio di ore un diluvio si abbatte sul territorio.

È una cosa breve ma intensa.

Per fortuna sono a pochi km da Revonlahti, ci arrivo zuppo come un pulcino, tra l’acqua ed il sudore provocato dall’antipioggia.

Qui trovo quello che per me è diventato, qui in Finlandia, un punto di riferimento: un distributore NESTE, con annesso bar e ristorante, e molto di più.

Ho le mani gelate, pensare che ho risposto i guanti un paio di giorni fa, l’acqua calda del rubinetto è una vera pacchia.

Faccio una lunga sosta durante la quale mi bevo almeno un litro di tè caldo.

Quando riparto ha smesso di piovere ed il sole fa capolino.

Il prossimo obiettivo è Raahe, una ventina di km più avanti.

Il percorso corre per lo più lungo la statale, ma come da consuetudine, non appena ci si avvicina al centro abitato, la pista ciclabile diventa d’obbligo, bella, larga, asfaltata è comoda.

Qui faccio un paio di brevi soste e quando mi riavvio cerco di farmi il prossimo obiettivo:Pyhäjoki! 

La vedo dura, la stanchezza del giorno prima e della notte si fanno sentire ed infatti una mezza ora di sonno me la faccio in un box della fermata dell’autobus.

Vado avanti e dopo circa un’ora vedo una panchina con annesso tavolino e mi fermo per un piatto pasta al pesto.

Sbaglio la dose di sale, ma ho fame e mangio: errore che pagherò in seguito.

Termino l’acqua e non trovo chi mi possa rimpinguare le bottiglie, per fortuna verso le 10:00 una buon’anima la trovo è con 4 litri a disposizione continuo.

Pyhäjoki mi sembra un miraggio, non arriva mai, soprattutto il campeggio che ho puntato, due km dopo il paese.

Prima di entrare nello stesso, circa le 23:30, sento un ronzare di motosega, e mi chiedo: “che sia il Dopli a fare legna?

Effettivamente c’è una squadra di operai che sta pulendo un boschetto vicino al centro abitato.

Finalmente il campeggio, penso di fare come a Tornio, mi piazzo e domattinapasso alla cassa, ma non è così, non appena son dentro mi si avvicina una signora in bicicletta che mi dice di essere la proprietaria e mi chiede di sa ho bisogno.

Dormire e farmi una doccia! 

Le chiedo quanto è, sono 15€ per piazzare la tenda, ma le devo essere simpatico, infatti per la stessa somma mi sistema in un bungalow, al caldo, all’asciutto ma soprattutto su un letto.

Ne ho fatti tanti di km, sono così stanco che non ho sonno, ma nemmeno voglia di scrivere, cosa che sto facendo oggi nel bar di un distributore NESTA!

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16-17 giugno da Tornio a Kalix a Bondersbyn

Esco dal camping abbastanza tardi, ho fatto per bene il bagaglio ed ho scaricato lo zaino tenendoci il minimo indispensabile. Qui potrei lasciare del tutto abbandonata qualsiasi cosa con la certezza di ritrovarla. Spero di non viziarmi col dimenticare le cose in giro per i luoghi a venire.

Comunque tutto va bene con il,bagaglio risistemato.

Prima di passare il ponte che separa Tornio da Haparanda immagino di vedere segnali su segnali che mi indicano il confine: nulla!

A parte un paio su una grande strada, non vedo alcunché.

Mi accorgo di essere in Svezia quando davanti mi si parla un grosso edificio di colore blu con una grande città gialla, sapete cos’è, vero? Da noi non ne ho mai visto una così grande.

Cominciò col cercare la strada, la E4, secondo Google maps dovrebbe portarmi fino ad Helsinborg, ma subito si presentano dei problemi.

È una strada strana, a tratti è a 3 corsie, con  quella centrale che a turno diventa di sorpasso.

Il problema è che in alcuni tratti è letteralmente chiusa da una specie di guardrail in cavi di acciaio, con una scarsa banchina e poco transitabile.

Mi dico che più avanti migliorerà. Effettivamente ad un certo punto diventa una normale strada con un poco più di banchina sulla quale camminare.

Pensando di avere sbagliato stavo attento alla reazione dei guidatori, ma al momento del passaggio di una vettura della polizia, almeno dal punto di vista legale mi sono sentito a posto.

Ogni qualvolta potevo uscivo per prendere altre strade, due!

Così il percorso si allunga di molto ed è più faticoso, così dopo avere camminato per 55 km circa, ero letteralmente a pezzi, mi pareva di averne fatti 100 di corsa con lo zaino in spalla, terribile.

Per fortuna lungo il tragitto non è mancato chi mi ha offerto l’acqua ed anche una birra, ed un po’ di chiacchiere.

All’arrivo a Kalix unica cosa che volevo era piantare la tenda, dietro ad un supermercato, sperando di trovarlo aperto l’indomani.

Sono così stanco che non riesco a dormire, poi ci si mette pure la pioggia.

Per fortuna ha fatto solo poche gocce, infatti al mattino la tenda è asciutta e nonostante tutto in meno di venti minuti sono per strada.

È troppo presto per la colazione.

Non appena arrivo sulla ciclabile una signora con passo spedito mi viene incontro e mi dice senza tergiversare, ora mi dici che stai facendo.

Il tutto si trasforma in una discussione che si conclude dopo circa 20 minuti quando la signora arriva in ufficio.

Attraverso il ponte ed iniziò a seguire la E4.

Non c’è verso, è come ieri, se non peggio considerando il traffico.

Mi metto l’anima in pace e proseguo, poi comincia a piovere.

Per fortuna qui non mancano le baracchino della fermata del bus, verso le 14:30 e dopo solo 20 km prendo la decisione: di questo passo a d Helsinborg ci arrivò a capodanno, quindi decido di prendere il bus per Oulu, che più o meno è la stessa distanza che ho percorso in questi tre giorni, e proseguo lungo la costa finlandese del  golfo di Botnia.

Ho sbagliato qualche cosa, perdo l’ultimo bus per questa località, poi mi accorgo che qui la stazione degli autobus è comune tra i due comuni confinanti.

Decido comunque di andarci su tutto il tratto in autobus. Sosta fino domattinaquindi riprenderò.

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