La serata la passo in compagnia di una coppia tedesca ed i loro figli, vicini di piazzola, naturalmente è stata Caterina ( non so come si scrive in tedesco) ad avvicinarmi a farmi le domande del caso.
Poi mi hanno invitato al loro tavolo e li siamo stati fin verso le 23, bevendo vino a temperatura ambiente, 28* circa.
Stanotte ho dormito senza neanche il sacco lenzuolo in seta.

La notte la passo discretamente e alle 6:20 sono già in cammino.
Il paesaggio si ripete continuamente, coltivazione, allevamenti di bestiame ed ogni tanto dei boschetti.
La percorso è, per fortuna, tutto su asfalto, che sia strada o pista ciclabile.
Con una partenza così mattiniera cerco di evitare il più possibile il cocente sole del pomeriggio.
Per tutta la mattinata è quasi fino alle 14, c’è un meraviglioso vento che rinfresca per bene e tutto procede a meraviglia, non fosse per il sonno.

Mi prende molto spesso e quando trovo da sedere sto diversi minuti a ciondolare sulle varie, e poche, panchine che incontro.
Non appena il vento cessa, anche le nuvole che avevano protetto il cammino fino a quel momento svaniscono.
La calura è molto forte, alla fine scopro di avere camminato con circa 38*, non ai livelli via de la Plata 2011, ma con molta umidità.
Per fortuna questo tratto ha molti alberi e questo mi ha molto aiutato, come mi aiutato la bottiglia di acqua fresca che un signore mi ha offerto poco prima di arrivare a Vechta.
Tra le altre cose mi dà pure una dritta su dove passare la notte.
Appena arrivo in città mi fiondo al supermercato per la cena: solo verdure fresche! Ne sento forte il bisogno.
Mi fermo a mangiare, mi pare di rinascere, il calore non è più così opprimente.
Comincio a camminare attraversando il centro abitato e nel solito ristorante ad insegna italiana stavolta sento parlare italiano. Lo Spizzico.
Torno indietro sperando in un buon espresso, c’è, non è il massimo, ma sicuramente cento volte di più del migliore bevuto in questi due mesi.

Comincio a parlare con Leonardo, il proprietario, che mi offre un paio di birre, mi dà delle dritte su dove piazzare la tenda e dolce finale me ne vado con una ciabatta appena sfornata ed un pezzo di grana.
Il parco è a poche decine di metri dal centro, facile da trovare e facile è piazzare la tenda.
A parte i cretini che hanno fatto un poco di casino stanotte, per il resto è stata una buona nottata, non ho dormito molto ma mi sono riposato molto bene.
La giornata si prospetta meravigliosa, c’è vento l’aria è fresca ed ogni tanto qualche nuvola si fa notare.
Ottimo il percorso, almeno fino a quando il sole non è a mezzogiorno, da quel momento cominciano a i problemi.
Faccio, ogni qualvolta possibile, scorta d’acqua, assolutamente indispensabile. Non so quanta ne ho bevuta a oggi, ma sicuramente oltre i 7 litri, senza contare birre ed altre bevande.
La strada è quasi del tutto su asfalto, è proprio me va benissimo, alcuni tratti di sterrato o asfalto sfatto.
Il paesaggio cambia poco, solo coltivazioni, allevamenti e qualche boschetto.
Uno di questi mi fa pensare alla prossima luna nuova ed alle piogge previste, dovrò cominciare a pensare di avere al seguito la scorta di tagliatelle ed il burro alle erbe.
Dalle 12 circa, alle 17 più o meno, il passo è ridotto.

Mi fermo spesso, bevo molto e mi riposo con qualche breve sonnellino.
Dopo di che il cammino riprende a modo mio.
Nonostante tutto, senza troppi patemi d’animo, riesco a fare la mia quota giornaliera di km.
Verso le 20 comincio a pensare ad una sistemazione, sono troppo stanco per pensare solo di trovare un posto in campo libero, quindi all’ultimo campeggio mi ci infilo,
Anche qui come in tanti posti, dopo una certa ora non trovi persona alcuna.

Per ora sono ben sistemato e docciato, domani se arrivano presto sistemiamo il tutto altrimenti l’avvio qualcosa nella cassetta della posta evado.
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