26-27 luglio, da non so più dove a Vechta a Sellberg Utdrift

La serata la passo in compagnia di una coppia tedesca ed i loro figli, vicini di piazzola, naturalmente è stata Caterina ( non so come si scrive in tedesco) ad avvicinarmi a farmi le domande del caso.

Poi mi hanno invitato al loro tavolo e li siamo stati fin verso le 23, bevendo vino a temperatura ambiente, 28* circa.

Stanotte ho dormito senza neanche il sacco lenzuolo in seta.

La notte la passo discretamente e alle 6:20 sono già in cammino.

Il paesaggio si ripete continuamente, coltivazione, allevamenti di bestiame ed ogni tanto dei boschetti.

La percorso è, per fortuna, tutto su asfalto, che sia strada o pista ciclabile.

Con una partenza così mattiniera cerco di evitare il più possibile il cocente sole del pomeriggio.

Per tutta la mattinata è quasi fino alle 14, c’è un meraviglioso vento che rinfresca per bene e tutto procede a meraviglia, non fosse per il sonno.

Mi prende molto spesso e quando trovo da sedere sto diversi minuti a ciondolare sulle varie, e poche, panchine che incontro.

Non appena il vento cessa, anche le nuvole che avevano protetto il cammino fino a quel momento svaniscono.

La calura è molto forte, alla fine scopro di avere camminato con circa 38*, non ai livelli via de la Plata 2011, ma con molta umidità.

Per fortuna questo tratto ha molti alberi e questo mi ha molto aiutato, come mi aiutato la bottiglia di acqua fresca che un signore mi ha offerto poco prima di arrivare a Vechta.

Tra le altre cose mi dà pure una dritta su dove passare la notte.

Appena arrivo in città mi fiondo al supermercato per la cena: solo verdure fresche! Ne sento forte il bisogno.

Mi fermo a mangiare, mi pare di rinascere, il calore non è più così opprimente.

Comincio a camminare attraversando il centro abitato e nel solito ristorante ad insegna italiana stavolta sento parlare italiano. Lo Spizzico.

Torno indietro sperando in un buon espresso, c’è, non è il massimo, ma sicuramente cento volte di più del migliore bevuto in questi due mesi.

Comincio a parlare con Leonardo, il proprietario, che mi offre un paio di birre, mi dà delle dritte su dove piazzare la tenda e dolce finale me ne vado con una ciabatta appena sfornata ed un pezzo di grana.

Il parco è a poche decine di metri dal centro, facile da trovare e facile è piazzare la tenda.

A parte i cretini che hanno fatto un poco di casino stanotte, per il resto è stata una buona nottata, non ho dormito molto ma mi sono riposato molto bene.

La giornata si prospetta meravigliosa, c’è vento l’aria è fresca ed ogni tanto qualche nuvola si fa notare.

Ottimo il percorso, almeno fino a quando il sole non è a mezzogiorno, da quel momento cominciano a i problemi.

Faccio, ogni qualvolta possibile, scorta d’acqua, assolutamente indispensabile. Non so quanta ne ho bevuta a oggi, ma sicuramente oltre i 7 litri, senza contare birre ed altre bevande.

La strada è quasi del tutto su asfalto, è proprio me va benissimo, alcuni tratti di sterrato o asfalto sfatto.

Il paesaggio cambia poco, solo coltivazioni, allevamenti e qualche boschetto.

Uno di questi mi fa pensare alla prossima luna nuova ed alle piogge previste, dovrò cominciare a pensare di avere al seguito la scorta di tagliatelle ed il burro alle erbe.

Dalle 12 circa, alle 17 più o meno, il passo è ridotto.

Mi fermo spesso, bevo molto e mi riposo con qualche breve sonnellino.

Dopo di che il cammino riprende a modo mio.

Nonostante tutto, senza troppi patemi d’animo, riesco a fare la mia quota giornaliera di km.

Verso le 20 comincio a pensare ad una sistemazione, sono troppo stanco per pensare solo di trovare un posto in campo libero, quindi all’ultimo campeggio mi ci infilo,

Anche qui come in tanti posti, dopo una certa ora non trovi persona alcuna.

Per ora sono ben sistemato e docciato, domani se arrivano presto sistemiamo il tutto altrimenti l’avvio qualcosa nella cassetta della posta evado.

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24-25 luglio da Ravenahe a Tamstedt a non ricordo più dove.

Vorrei precisare una cosa, nel caso possa essere sfuggita all’attenzione, non sempre le foto sono relative alla data dei post.

Parto alle 06:25, se le previsioni del tempo sono corrette oggi sarà giornata di caldo molto forte.

Anche i tedeschi non sono perfetti, dalla pista ciclabile a camminare con pochi cm a disposizione al lato della strada, anche se per pochi km, il passo ê breve.

 Oggi per ben due volte mi trovo in questa sgradevole situazione, non è affatto carino specie nell’ora di punta del traffico veicolare.

Dato che non sono né in Svezia né in Danimarca, non mi preoccupo di fare acquisti per la colazione, infatti riesco a mettere nello stomaco qualche cosa dopo soli 5 centri abitati e diversi km di cammino.

Oltre al caldo, verso le 11, per fortuna dopo avere messo qualche cosa nello stomaco, arriva l’umidità: insopportabile.

Certo non siamo ai livelli del Kuwait primi anni ’90, 48* e 85% di umidità, ma considerando lo sforzo che sto facendo…

Trovo un supermercato, non prima però di avere consultato un negozio di biciclette, mangio delle cose fresche e riparto.

La ruota destra del carrello sta andando a pezzi, dovrò cambiarla.

Ci sono molti alberi lungo la strada che in molta parte aiutano, ma quando si è al sole, questo picchia e non poco.

Mi fermo in un piccolo paese e trovo una panchina, sono stanco ed assonnato, questo non mi impedisce una partiti a a candy, durante questa mi addormento.

Quando mi sveglio trovo due ragazzi vicino che mi chiedono come sto, mi hanno visto penzolare e sono tornati indietro, gentilissimi!!!

Li rassicuro e riparto.

Dopo una decina di km e a 4/5 del tappa trovo un campeggio, un supermercato, in tutto il giorno ho ingerito tre cornetti salati ed uno iogurt, ed un caldo bestiale.

Non sto molto bene a causa le temperature, decido per altri 2 km e torno indietro al campeggio.

Qui trovo da fare il bucato, ho ancora le cose che puzzano di mangime per bovini, una doccia come si deve, ma soprattutto cercare di ristabilire la giusta temperatura. Oggi avessi continuato sarebbe finita male.

Da Tamstedt al paese successivo 7 km di nulla.

Domani Brema!

P. S. Anche i tedeschi amano farsi pagare in nero!!!

Mi alzo tardi e solo alle 7 sono per strada, senza colazione, o meglio un paio di biscotti ed una specie di iogurt.

In paese mi fermo al supermercato e uno iogurt fresco e tre corretti mi mettono in sesto.

Il sole è già alto da diverso tempo e pure oggi si prospetta una giornata molto calda.

Stavolta la strada è percorsa al fianco dalla ciclabile che mi porta direttamente al cent o successivo.

Oggi come ieri il tempo non pare passare è già alle 9 quando arrivo il sole scalda e non poco.

Pochi km ancora ed arrivò alle porte di Brema, non prima di avere percorso lunghi tratti sotto il sole cocente e senza la possibilità di stare un poco all’ombra.

Attraversare la città stavolta è facile ed abbastanza piacevole, ci sono dei parchi che portano al centro.

Ad un certo punto della mattinata ho cominciato a rivedere i segnali del cammino di Santiago, pare seguano il mio percorso e fino a SJPDP.

È solo una breve illusione, appena fuori dal centro storico i percorsi si dividono e quello del cammino svolta a sinistra prima di un fiume e dal ponte non vedo quello successivo…

Decido di proseguire per la mia strada e mi pongo una domanda: ma cosa gli passa per la testa a coloro che tracciano questi cammini? Hanno problemi in famiglia? O cosa?

Non è possibile che ogni cammino abbia, ad un certo punto, o più punti, una deviazione che senza motivo ti porta km lontano dalla strada giusta… Sarà!!!

Proseguo dopo un panino dal “kebabbaro”, vuole essere pagato solo in contanti, c’è ancora chi ha un poco di testa.

Il viaggio prosegue lungo le strade dei centri abitati che si susseguono, mentre il sole picchia sempre di più ed in aggiunta a ciò dopo le 15 ci si mette pure l’umidità.

Resisto, ma dopo avere controllato che dalle 7 alle 19 sono arrivato a malapena a 4/5 della tappa normale, mi arrendo, c’è un campeggio.

Mi fermo qui, in una settimana ho perso tanti km che avevo guadagnato le settimane precedenti, sono comunque in anticipo, ma se questo caldo non cessa sarà dura.

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22-23 luglio da Lubecca ad Amburgo aRavenahe

Abbiate pazienza se non pubblico foto, ma ho dei grossi problemi con la connessione, e sono troppo stanco, specie sti giorni di grande cado, quando mi fermo la sera per eseguire tutta la procedura.

Alle 10 abbiamo terminato gli acquisti e ci avviamo, per alcuni km la strada è la stessa, quindi Enrico va verso sud mentre io mi dirigo verso Amburgo.

All’inizio il tempo fa i capricci ed un paio di volte sono costretto a mettere l’anti piogge con l’effetto di un bagno dall’interno,

C’è una strana sensazione nell’aria, come se ci fosse qualche cosa che mi rema contro.

All’improvviso una fiacca terribile e la voglia di andare all’aeroporto e tornarmene a casa.

La batteria del cellulare esaurita, lo stesso per quella di scorta ed il peggio non riuscire a trovare un bar, mi pareva di essere in Svezia.

Ma resisto e proseguo, per fortuna, almeno in questo, non pare il paese scandinavo.

Riesco un paio di volte a fare una piccola percentuale di ricarica e andare avanti.

Pranzare, bere e fermarmi in un ristorante ove il proprietario, non tedesco, capisce in che situazione mi trovo è nonostante non mangi mi serve comunque la birra e mi ricarica un poco il cellulare.

La sera si avvicina, tutto il giorno il cielo è stato nuvoloso e nonostante siano le 19 comincio a chiedere, anche qui mi pare la Svezia, giocano a scaricabarile oppure semplicemente mi negato di posare la tenda.

Verso le 20:50, a forza di dai e dai, sono alle porte di Amburgo, ed il pensiero che domani dovrò attraversarla mi mette i brividi.

Prendo il bus e per pochi km sono in città, un panino con shawarma e prenoto l’ostello alle 21:32.

Pochi minuti dopo, 21:39, arrivano le varie conferme via e-mail con quella che, dopo avere prenotato e pagato, alle 22 la reception chiude.

 Con i mezzi pubblici ci arrivo in due ore sul posto.

Non trovo nessuno ed il proprietario, chiamato al telefono, mi risponde picche.

Ultima beffa: batteria del cellulare scarica del tutto. Avrei chiamato la polizia.

Cerco lì vicino e trovo un altro ostello senza reception ed un albergo nel quale, esausto mi ci fermo.

Dopo avere fatto quanto promesso ai lettori del blog, posso finalmente dormire e ricaricare tutte le batterie, tranne quella di scorta che sarà carica per una o due volte.

Avendo guadagnato diverse ore, decido di prendermela con comodo e così parto verso le 10, facendo 5 km con il bus, quindi prendo coraggio e mi avvio verso i meandri della città ad ovest.

Dopo naturalmente una buona colazione al bar della stazione.

I cittadini sembrano più disposti nei miei confronti, e ci metto il doppio del tempo ad arrivare al porticciolo per l’attraversamento dell’Elba.

Un signore con un meraviglioso setter irlandese che mi intrattiene per una decina di minuti,nutre anziani testimoni di Geova che tentano di convertirmi, un signore di Bergen, in Norvegia, ma che parla poco l’inglese ed un italiano , che seduto vicino al porticciolo, mi dice di non fare il biglietto, automatico, perché tanto non controllano.

Passo il fiume, è la seconda volta durante le mie camminate, la prima 4 anni fa a nord di Berlino, a pochi km da Wittenberge.

Quindi, seguendo gli stabilimenti della AIRBUS, con annesso aeroporto, mi allontano dalla città.

In fondo all’aeroporto c’è una montagnola riservata agli spettatori che voglio assistere ai vari collaudi e alle partenze dei mezzi 

Mi fermo a guardare una partenza, nulla di che è riprendo il cammino.

Nel paese di Neuefelde faccio sosta per pranzare, ed un paio di bambini, di tre e cinque anni circa, aiutati dalla mamma mi fanno il terzo grado, cosa molto piacevole.

Oggi fa molto caldo, siamo attorno ai 30* e pensare di muovermi mi mette un po’ a di ansia, ma nonostante ciò mi avvio.

Ora cammino attraversando la campagna, per fortuna molti alberi a fare ombra, ma i tratti spogli sono terribili.

Mi tolgo ma maglietta, mi metto la bandana, la testa è già abbronzata, e di paese in paese proseguo.

Mi fermo a chiedere dell’acqua e mi arrivano pure delle mele.

Qui l’acqua in bottiglia costa 19 centesimi, il vuoto 15. 

Avessi acquista acqua in Finlandia e Svezia, avrei speso tra le 600 e le 700€.

Comincio a cercare, i posti sono tanti, ma dopo che mi hanno detto che qui la polizia è intollerante a tale riguardo, comincio a chiedere e per fortuna il primo a cui chiedo mi permette di piazzare la tenda sul suo territorio.

Oggi inauguro la nuova tenda, che dire? Se piove va che è una bellezza!!!

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20-21 luglio da Strukkamp a Grube a Lubecca 

Oggi, fatti i conti, decido di passare da Lubecca, già nel cammino del 2015 c’ero passato proveniente sempre da Kirkenes.

Stavolta passerò per la parte nuova della città, ad ovest.

Così fino a quella città sarò ancora in compagnia di Enrico.

Oggi il primo problema è attraversare il ponte di Ferhman, a quanto pare lungo la statale non si può passare a piedi o in bici, ma si deve raggiungere il ponte da un’altra parte e poi salirci tramite una ciclabile apposita.

Così dopo meno un’ora dalla partenza sono sul ponte.

Non è un ponte molto largo, ma ha un decente passaggio pedonale che permette il passaggio di due biciclette.

Un altra ora ed arrivo a Großenbrode e finalmente mi posso sedere al tavolo di un bar e bere una tazza di caffè e mangiare un dolce, anzi sono così contento che di tazze di caffè ne prendo 3.

Qui in Germania è veramente tutta una pista ciclabile, arriveremo a Lubecca dovendo scegliere il percorso del navigatore e quello lungo la costa consigliatoci da dei ragazzi che abbiamo incontrato.

Naturalmente lungo la costa è meglio.

Il cielo si sta rannuvolando e da ovest avanzano dei grigi e minacciosi nuvoloni che poco prima delle 18 e a 4 km da Grube iniziano scaricare acqua a catinelle.

Enrico è già in paese ad aspettarmi in un supermercato.

Io arrivo zuppo da cima fondo un poco per l’acqua presa ed il resto per il sudore sotto la giacca per nulla traspirante.

Verso le 20:30 la pioggia smette e decidiamo di andare a cercare un posto per la notte.

Per strada chiediamo ad un contadino il quale ci lascia dormire in una stalla. Considerando la situazione, tutto fuori è bagnato, la continua minaccia di pioggia ed il fatto che il bisogno di un posto asciutto, va più che bene.

Niente tenda, solo il sacco a pelo e si dorme sulla calda paglia.

Poi per un po’ a di puzza di letame…

Ma non solo.

Sveglia presto e partenza altrettanto.

Appena dopo pochi minuti troviamo da bere del caffè caldo come era da tanto che non succedeva.

La giornata si presenta nuvolosa con la minaccia di pioggia, effettivamente poche gocce le fa.

Dopo meno di 4 ore siamo a Grömitz, qui sostiamo per fare la spesa del pranzo, oggi poco da mangiare, o per un motivo o per l’altro la fame non c’è.

Deve essere quella puzza immonda di mangime per le mucche che chissà come ci siamo tirata addosso e definire nauseante è poco.

Dopo la spesa Enrico decide di fermarsi a dormire, dice che non ha dormito la notte passata, io avevo i tappi alle orecchie.

Proseguo e all’altezza di Neustadt in Holstein svolto verso il mare ed arrivò alla spiaggia.

Appena giunto mi faccio un buon gelato e mi riposo, poi la passeggiata lungo la spiaggia fino alla deviazione per raggiungere Bad Schwartau.

Qui mi raggiunge Enrico è quasi assieme procediamo in direzione di Lubecca.

La mia intenzione è di arrivare a circa 5 km dal negozio ove devo andare e l’indomani partire alle 8 raggiungere il negozio, fare spesa e proseguire.

Invece raggiungiamo la città, e ci andiamo quasi oltre, fino ad un campeggio.

Puzziamo troppo e decidiamo di fermarci, se non altro per fare una doccia.

Il,campeggio è al completo, nemmeno la doccia ci fanno fare, decidiamo così di proseguire e piazzarci nei pressi del magazzino.

300 m dopo il campeggio c’è un campo da calcio, ci sono delle persone.

Ci avviciniamo chiedendo se hanno un posto dove poter piazzare le tende. Non ce l’hanno, ma ci lasciano dormire all’interno del campetto di allenamento, ci danno da bere, del caffè, la possibilità di farci una doccia e la corrente elettrica, che purtroppo alla fine non abbiamo avuto.

Non appena tutti vanno via ci facciamo un piatto di pasta e ci mettiamo a dormire sulle panchine del campetto, al coperto e alti da terra.

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18-19 luglio da Udby a Maribo a Strukkamp

Stavolta alle 6:50 sono per strada.

La giornata è meravigliosa, o meglio lo sarebbe per chi sta al mare, non una nuvola in cielo, e questo mi preoccupa un poco.

In un’ora e mezza arrivo a Vordingborg, dopo il paese mi toccano due ponti, il secondo è lungo 3 km, ma non c’è problema ad attraversarlo, la pista è comoda.

Batto così il mio record riguardo ai ponti attraversati in fatto di lunghezza, in precedenza avevo attraversato, 2 volte il ponte di Le Havre, sulla Senna e quello sulla Loira, entrambi di circa 1,5 km.

Verso le 12 comincia a rannuvolarsi e le nuvole che ogni tanto coprono il sole, sono di grande sollievo.

Cammino con un fazzoletto o di carta che mi copre il naso, mi è già caduta le pelle tre volte.

Altro motivo di piacere e consolazione sono le ciliegie ed alcuni pruni, sempre col rischio di rapide “meditazioni pomeridiane”.

La strada è sempre la stessa, con alcune eccezioni riguardo alla sicurezza, ma veramente brevi e non come in Svezia.

La cosa fastidiosa sono i lunghi rettilinei.

Mi fermo diverse volte, per pranzare o semplicemente riposare oppure chiedere acqua.

Alle volte ho l’impressione che la strada si allunghi, il navigatore dice una cosa, i cartelli stradali un’altra e alla fine non so a che punto mi trovo.

La voglia che avevo ieri di mollare tutto e tornare a casa, in parte è passata, ma rimane sempre quell’ombra che gira sulla testa.

Sono quasi a metà, in pratica mi son fatto i tre cammini spagnoli più famosi in meno di due mesi.

Stasera ho deciso per la sosta in un campeggio, ho bisogno assoluto di una doccia e molto lunga.

Non ho idea di quanto manchi al confine tedesco, ma forse già domani ci sono.

Vedremo!!!

Mancano circa 20 km al confine, conto di arrivarci per le 12.

Lascio il campeggio poco dopo le 8.

Il percorso non cambia rispetto ai giorni scorsi.

Invece una cosa cambia, mi sento chiamare da una voce che parla italiano, è Enrico, un milanese in bicicletta che sta tornando a casa dalla Svezia.

Ci facciamo una chiacchierata e poi decide di aspettarmi al paese successivo per bere qualcosa assieme.

A Rødby lo trovo ad aspettarmi, mangiamo e beviamo qualche cosa e dato che mancano pochi km al traghetto decidiamo di arrivare assieme in Germania.

Non sono poi così perfetti sti tedeschi, sono anni che non la puliscono

L’attraversata che porta a Puttgarden dura circa 45 minuti.

Appena in Germania cerco un bancomat ed aspetto Enrico presso una zona commerciale, qui facciamo una sosta per mangiare.

Decidiamo poi di raggiungere il ponte di Ferhman domani.

Ci riavviamo e dopo pochi km troviamo dove passare la notte.

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16-17 luglio da lago di Furesø a Køge a Udby

Le foto ad un Wi-Fi decente, qui nemmeno gli scritti riesco a pubblicare

Dopo avere combattuto tutta la notte con le zanzare, il troppo caldo o il troppo freddo, alle 07 mi alzo controvoglia.

Mangio qualche cosa, finisco il bagaglio e mi avvio.

Un altro km di bosco ed inizia la seconda tortura, trovare la strada giusta tra mi le vicoli e strade che ci sono.

Sono convinto di avere perso almeno un’ora, in tutta la giornata, alla ricerca delle piste e delle strade giuste.

Questa è una pessima giornata, come tant’è me ne sono capitate lungo i miei cammini.

Mi passa la voglia di camminare, mi mancano le forze e la voglia di mollare si fa sempre più forte.

Alla fine decido di arrivare in fondo alla tappa e poi ci penserò.

Il percorso si snoda tra campagna affiancando alle volte le diverse autostrade, alcune le incrocia e in alcuni casi ci passa sotto diverse volte in pochi km.

A parte pochi km, nei quali cammino in mezzo a dei parchi e boschi, il resto del tragitto è in territorio cittadino.

Questo non fa che mettermi ancora più giù col morale.

Qui non mancano i casotti delle fermate degli autobus, ogni tre faccio sosta, sono terribilmente stanco, se non trovo da piazzare la tenda, vado in albergo e domani me ne torno a casa.

Sono passate le 21 quando ad una signora che chiedo se ci sono luoghi per piazzare la tenda.

Questa mi da una precisa indicazione di un luogo a meno di 1 km.

Ci arrivo in 10 minuti. Il posto è bello, ci sono dei camper e stasera c’è pure l’eclissi di luna.

Domani vedrò il da farsi.

Poco dopo le 08 sono per strada, il tempo è bello e promette bene, la pista ciclabile è bella comoda, ma ancora non so cosa mi “prude”.

Sono stanco, ok, continuo a sentire vari dolori in ogni parte del corpo, va bene pure questo, è sempre così su tutti i cammini, ma non capisco cosa mi stia succedendo.

Comunque procedo.

Dopo un’ora arrivo a Køge centro, ad ogni distributore chiedo della bombola, ma la risposta è sempre la stessa.

Nel primo un signore che ha assistito al momento della richiesta, mi segue fuori dal negozio e mi dice di provare nel magazzino di materiali edili proprio dietro al distributore. Ci vado subito, ma apre troppo tardi.

Mi sa che fino in Germania…

Proseguo col magone che si fa sempre più pressante, mi fermo a fare spesa e provo la cura della cioccolata, un poco funziona.

Il percorso di oggi, appena fuori dal centro abitato di Køge è un rettilineo di alcune decine di km, con due curve che non si notano.

Per fortuna ci sono molti dossi e questo consola un poco.

Molti gli alberi lungo la strada che aiutano con la loro ombra, ma dalle 11 alle 15 circa mi copro come un beduino, sperando in uno dei grossi nuvoloni che solcano il cielo.

Nel tardo pomeriggio comincia a fare i soliti conti sui km fatti, questo non mi aiuta, tutt’altro, questa scarsità di rendimento mi butta ancora più giù.

Sto cedendo ma tengo duro e avanzo.

Verso le 19 qualche cosa succede, prendo a camminare secondo i miei canoni e il tutto mi pare semplice.

Dopo un paio di ore, raggiunta la quota giornaliera e mentre sto piazzando la tenda in un parcheggio lungo la strada, decido, per oggi, di continuare e così mi faccio altri 5 km circa.

Oramai fa buio, continuare lungo la statale non è potabile comincio a cercare.

Trovo un prato semi recintato e comincio a mettere giù la tenda, in quel mentre arriva il proprietario che gentilmente me la lascia piazzare.

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14-15 luglio da Ängelholm a Helsinborg a lago di Furesø

Le foto al primo Wi-Fi

Tappa breve oggi.

Mi tiro fuori dalla tenda con la paura di trovare il terreno tutto zuppo d’acqua, stanotte ha piovuto molto.

Sorpresa: tutto è asciutto e persino la tenda.

Mi affretto a sistemare il tutto, il cielo non promette alcunché di buono, vedo in lontananza degli scrosci e non vorrei arrivassero dove mi trovo.

Mentre sistemo il bagaglio, con il poco di gas rimasto, mi faccio pure un buon te, pane di segale e il miele donatomi da Peter, una vera delizia.

Mi avvio, e se durante la settimana non si vedono le persone nelle case, lascio immaginare a voi cosa può essere la domenica.

Presso molte di queste abitazioni vedo, da diversi giorni, molte vetture con targa danese, una vera invasione.

Il percorso è del tutto pianeggiante e mi muovo con lentezza, ho il check-in alle 14, nonostante ogni tanto mi prenda la solita foga, quella che poi mi permette di fare ogni giorno quei km.

La prima cosa che incontro della città di Helsinborg, è un grosso centro commerciale e qui vedo, dopo circa 800 km di Svezia, il secondo negozio Ikea. Sarà che vendono solo a noi le loro porcherie, almeno quel che vendono ora, 25 anni fa i prodotti erano decisamente migliori.

Ed ora quello che per me è un incubo, attraversare una città, sono 8 km fino all’ostello, che per fortuna almeno è a poche centinaia di metri dal porto.

Ci arrivo in anticipo, ma c’è una ragazza albanese che mi da la camera lo stesso ed inoltre mi fa il bucato e pure a gratis.

Oggi risento di tutta la stanchezza dei giorni passati e la voglia di uscire è poca, dato che ho voglia di pasta all’uovo e di una buona carbonara, faccio un salto al supermercato, trovo il pecorino romano, il guanciale lo dimentico, della normale pancetta, tagliatelle all’uovo fresche e non ho il pepe, ma va bene così!!!

Mi sveglio presto dopo una notte quasi insonne.

Mi preparo qualche cosa di caldo in cucina, quindi finisco il bagaglio, mi aspetta il traghetto per Helsingør.

Non ci metto molto ad arrivare al porto, e per strada mi fermo in un negozio cinese di alimentari, per acquistare una bevanda solubile allo zenzero e limone che ho bevuto in ostello.

Fatto ciò, 5 minuti e sono al porto. Con 5€ faccio il biglietto… devo capire perché i siti di vendita biglietti di navi, con il suffisso .IT debbano essere così ladri, il minimo che avevo trovato era di 42€.

Il viaggio è breve, in meno di 20 minuti sono in Danimarca, e qui comincia la breve avventura danese.

Si inizia con un terribile odore di materiale organico marcescente.

Poi uscire dal centro, essendo questo molto piccolo, dovrebbe essere facile, invece ci metto circa 30 minuti.

Cerco la maniera di connettermi ad internet, e per fortuna e la gentilezza di un ragazzo di 3 riesco a sistemare alcune cose.

Appena sul lungo mare già immagino la lunga spiaggia ricca di luoghi ove campeggiare… invece il sogno svanisce nel giro di una decina di km, quando la spiaggia si trasforma in un prato per foraggiare le mucche.

Non avendo, comunque, alcuna voglia di passare per Copenaghen, decido di allontanarmi dal mare ed andare verso l’interno, in modo da raggiare la città.

A differenza della Svezia, qui tutto pare a misura di bicicletta, le piste ciclabili non si contano, sono addirittura troppe e molte volte se non conosci ti confondono.

Ad Hørsholm incontro un ragazzo che mi invita a piazzare la tenda nel giardino di casa sua, peccato che sia oltre 3 km indietro, avrei accettato volentieri l’invito.

Continuo e dopo diversi km comincio a cercare un posto dove piazzarmi, il navigatore mi porta su strade che, data l’ora e la nuvolosità, sembrano da fiaba del terrore.

Comunque, verso le 21, lungo la sponda del lago Furesø trovo una capanna di avvistamento che da su una palude.

Il posto è calmo, tranquillo ed asciutto, decido per la sosta.

Mentre mi preparo arrivano tre persone che fanno la loro visita e vanno.

Verso le 22:30 mi metto giù e comincia la battaglia con le zanzare.

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12-13 luglio da Unnaryd a Knäred ad Ängelholm

Lascio Joey sulla riva del lago, come ha detto lui prima delle 11 non parte.

Mi avvio lungo la strada che mi porterà alla sosta successiva. All’inizio mi aspettano oltre 20 km di niente.

C’è molta umidità sul terreno è già a bordo strada vedo dei cantarelli che pare mi aspettino, già ieri una mezza borsa l’ho regalata, non avendo modo di cucinarli e col rischio che vadano a male.

Oggi rischio di nuovo, troverò un campeggio munito di cucina affinché io possa una volta cucinare?

Comincio la raccolta che per quel tratto è scarsi a, ma confido nel prosieguo.

Ad un certo punto sento una specie di grugnito provenire dal bosco, mi preoccupo, è un orso o un’alce, magari femmina col piccolo?

In entrambe i casi è meglio darsela a gambe, magari cacciando qualche urlo, poco dopo incontro un signore il quale mi dice che al 99% è un’alce, ma rimane sempre il dubbio che sia una femmina con prole. Non ho rischiato a cercare di fare fotografie.

A Lidhult sosto per scrivere e per connettermi ad internet tramite il Wi-Fi di un supermercato.

Nel frattempo dalla direzione in cui devo andare, sento arrivare il rombo di tuono e le grosse nubi bianche si stagliano all’orizzonte sopra gli alberi.

Sono indeciso sul da fare, l’applicazione di Meteo&radar mi dice che dovrei prendere ben poca della pioggia che pare debba cadere.

Mi avvio, non dopo avere preparato tutto nell’eventualità di precipitazioni, e vado incontro al temporale. Per fortuna tutto il pomeriggio mi ha piovuto attorno e nemmeno una goccia sul mio percorso, o meglio, ha si piovuto ma non quando mi ci trovavo.

Dopo alcuni km la strada volge a sinistra e si infila nella foresta, non è asfaltata ma è un buon fondo per camminare.

Dopo alcuni km però fa una deviazione e mi porta su una strada, sempre sterrata, ma dal fondo pietroso è male battuto.

Trovo una casa sulla riva di un laghetto, odo delle voci, mi avvicino e chiedo dell’acqua, stavolta faccio il pieno, quasi 5 litri.

Il proprietario mi dà delle indicazioni riguardo a questo tratto di strada, e non sono affatto piacevoli, sono 7 km di una vecchia strada militare, in parte ancora in uso dagli stessi e che corre al fianco di un poligono di addestramento.

Piccola consolazione, trovo tantissimi funghi e alla fine la strada migliora spianandosi e lisciandosi.

Ho più di mezza borsa di cantarelli, e mi duole il cuore, ma è più forte di me, li devo raccogliere, spero di trovare chi li apprezza.

Gli ultimi 15 km a Knäred sono su asfalto su una strada poco frequentata.

A cinque km dal paese metto in atto la tecnica della ricerca di acqua, anche se questa volta più che tecnica è totale ed assoluto bisogno di liquidi, ho finito quella cha avevo.

Vedo un signore presso la sua casa, mi avvicino e gli chiedo se può riempirmi le bottiglie, naturalmente gli chiedo pure se c’è la possibilità di piantare la tenda, preciso che stava rabbuiando, guarda il suo prato e mi dice: “guarda qui quanto posto, mettila dove vuoi!” 

Che dire, meglio di così.

Gli chiedo se gli piacciano i funghi, gli faccio vedere ciò che ho e con un viso ben contento li accetta.

Mi dice pure che se fossi passato il giorno prima mi avrebbe portato nello chalet che hanno, con la famiglia, a poca distanza da lì, ma va benissimo così!

Sono le 7 e sono già in movimento, il cane di Peter mi salta sulla tenda, fortuna ero già sveglio.

Mi sfilo e mi viene servita una grossa tazza di caffellatte, erano giorni che non bevevo qualche cosa di caldo al mattino, è una vera consolazione.

Prima di andare Peter mi offre un vasetto di miele che producono le api che alleva.

Mentre preparo il bagaglio inizia a piovere, faccio in fretta e mi avvio, piove per circa 30 minuti quindi comincia a farsi azzurro il cielo.

Dopo 5 km sono in paese faccio qualche acquisto e poi mi riavvio.

Oggi con la strada non dovrebbero esserci problemi.

Oggi l’obiettivo è Ängelholm, i soliti km, mentre mi riservo a domani la tappa corta prima del traghetto per la Danimarca.

Non c’è molto di interessante, se non il continuo incontrare dei poli industriali piccoli o grandi, che mi fanno pensare a quante di queste fabbriche siano state portate qui dal sud dell’Europa.

Perché in fondo la vera perdita dal questo punto di vista, non è stato ciò che hanno portato in Cina o nei paesi dell’est, in genere robaccia, ma quel che hanno portato qui, il meglio dell’industria, ne sono convinto!

Oggi risento in modo particolare della grande fatica fatta ieri, ero distrutto dopo i 7 km di strada bianca.

Faccio fatica, e a circa 10 km da Ängelholm mi fermo a mangiare un piatto di insalata, da almeno 10 giorni che non ne mangio.

Questa breve sosta mi ha un poco rinfrancato e la meta la passo via senza problemi trovando da piazzare la tenda al bordo di un campo di orzo.

Durante la notte piove!

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10-11 luglio da Lovsjö a Hillerstorp a Unnaryd

Ieri sera il gestore del campeggio mi aveva consigliato di piazzare la tenda in un dato punto per evitare il sole del mattino. Alla ricerca invece di un posto che fosse ben soleggiato ho piazzato la tenda in un altro punto. Stamane ero all’ombra di un albero e così l’asciugatura del telo esterno è andata a farsi friggere.

Partenza alle 9. La strada scende di lato all’autostrada E4, quindi per molte ore sopporterò il rumore da essa proveniente.

La giornata promette bene, cielo parzialmente nuvoloso, leggero vento e per la prima volta non indosso la felpa.

La promessa va a farsi fottere poco prima di arrivare a Byarum: comincia a dolermi in modo intenso il polpaccio destro, ciò mi riporta ad un anno fa in Spagna.

Per precauzione indosso la calza contenitiva che mi fece indossare il medico lo scorso anno.

Dopo qualche km la cosa pare migliorare, già a Viggeryd cammino meglio.

Qui mi fermo per pranzare.

A Skillingaryd sosta alla ricerca di gas con esito negativo.

Manca ancora molto a Hillerstorp e la stanchezza, dovuta al mal camminare per compensare la stortura del piano stradale, si fa sentire.

A proposito, la suola della scarpa destra sta cedendo, confido nel cambio che ho al seguito.

Sosta sonnellino, erano diversi giorni che non la facevo, e riprendo.

Anche oggi non c’è molto da dire riguardo al percorso, cambia veramente poco.

Mancano 175 km circa a Helsinborg e dal più profondo non vedo l’ora di finire con la Svezia. Se la Finlandia mi ha stancato per i troppi km, qui lo sono, stanco, per l’assoluta noia del luogo.

Tra le altre cose, se la prima volta in Svezia mi hanno invitato a bere, la “seconda prima volta” mi hanno dato pure un letto per dormire, per il resto non c’è proprio nulla di gentile negli svedesi, tra le popolazioni con cui ho avuto a che fare sono i meno raccomandabili.

Stavolta ho azzeccato la giusta posizione per la tenda, è bella asciutta.

Il posto ove ho trovato da piazzarla è in centro al paese.

Ci sono diversi posti in diversi paesi ove ci sarebbe la possibilità di usufruire di questi luoghi riservati a camper e tende, ma gli abitanti non lo sanno, quindi si va a caso.

Tappa odierna copia di quelle dei giorni scorsi, con una piccola differenza.

Il non riuscire a trovare sta cavolo di bomboletta del gas, mi fa andare in bestia, specie oggi.

Ho trovato tanti funghi cantarelli ma ho dovuto regalarli perché nemmeno all’ultimo distributore/negozio ho trovato il gas.

Solo camminando lungo la strada, poco trafficata, ne ho trovati almeno mezzo kg al mattino, il pomeriggio poi non vi dico su quella strada forestale.

Avrete capito che leggermente diverso è stato il percorso di oggi, meno strade trafficate e una strada bianca di alcuni km.

Il tempo è stato buono, ho dovuto camminare al mattino proteggendomi il viso per il sole battente, mentre al pomeriggio il passaggio di diverse nubi, ha rinfrescato.

L’arrivo a Unnaryd, dopo le 21, ha comportato la solita pietosa è snervante ricerca di un posto tenda, non c’è verso, nemmeno il prete di una chiesa missionaria, ce ne sono a bizzeffe qui e di ogni genere, mi ha lasciato posarla dietro la chiesa sul suo prato ben rasato.

Alla fine, tramite il prete, ho trovato sulla riva del lago, e qui non ero solo, un ragazzo tedesco in bici ci si era piazzato già dalle 17.

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8-9 luglio Boxholm a Battured a Lovsjö

Dormito poco e male, dorante la notte un forte acquazzone mi sveglia durante il poco sonno che riesco a fare, alle 6:30sono in piedi e dopo un’ora parto.

Le previsioni danno cielo nuvoloso per tutto il giorno, ma mai fidarsi qui, le previsioni le sbagliano pure se fatte al momento.

In paese cerco disperatamente una bombola di gas, nulla da fare, mi rassegno a cercare in Danimarca, intanto mangerò a freddo.

La strada sembra buona e ci cammino tranquillamente.

L’intento mio era di passare esternamente a Tranäs, però trovo, circa 10 km prima, una deviazione per quel centro su una pista ciclabile.

Dopo due ore circa arrivo nella cittadina, il percorso è molto tranquillo e comodo, inoltre allunga il percorso di sole qualche centinaia di metri.

Qui sosto per circa un’ora e riparto.

Quello che aspetta è cosa da far “smaronare” la persona più calma al mondo.

Dopo qualche km di stradine extra comunali e dopo avere divorato qualche kg di ciliegie direttamente dagli alberi lungo la strada, mi ritrovo su una di quelle strade da incubo che avevo incontrato a giugno nel nord.

Ad un bivio mi fermo alla fermata del bus, e controllando il gps mi accorgo che d’ una deviazione, che allunga si di qualche km il percorso, ma lo fa con maggiore sicurezza.

Effettivamente, pur essendo una strada stretta, il traffico scarso permette di camminare con una certa tranquillità.

Lungo il tratto fino a Battured, di emozionante trovo solo un incidente.

Ai quasi 50 comincio a cercare da piazzare la tende, trovo solo un bel l’albero pieno di ciliegie e gente che oltre a darti dell’acqua ti da solo scarsi consigli e non un pezzo di terreno dove piazzare la tenda.

Proseguo per altro 10 km e finalmente trovò un posto tranquillo con annessi bagni.

Stavolta sono così stanco che mi addormento subito e rimando lo scritto ad oggi.

Dormita siderale, addormentato alle 22:30 svegliato alle 6:30, per me è pazzesco.

Pane e burro salato e via.

Google maps mi dà un percorso da pazzi, mi manda in autostrada a piedi.

Decido di provare con Maps di Apple è qui si che si ragione, mi manda su un percorso parallelo su strade secondarie.

Strada tranquilla fino ad un certo punto, stretta e stranamente molto trafficata, specie da grossi mezzi.

 Comunque va bene così, sono tranquillo ed il passo veloce per le 12:30mi porta a Kaxholmen dove sosto per un paio di ore, scrivendo e spedendomi le foto per il blo.

Riparto verso le 14:30.

Scendo verso Huskvarna, la ciclabile è di fianco alla strada ma è Comoda e spaziosa.

Arrivato al bivio per Jönköping cominciano i problemi.

Vanno bene si le piste ciclabili, ma farne tant’è che si incrociano mettono in difficoltà pure il navigatore e ci metto oltre un’ora ad uscire da userò agglomerato urbano.

Giunto alla periferia il massimo di Google maps, devo passare dall’altra parte della statale a quattro corsie, quella terribile con cavo in acciaio al centro, unica soluzione: attraversare.

Per fortuna che Mappe è un tantino meglio e mi fa vedere la strada che porta alle piste da sci e non solo.

Continuo lungo una strada immersa nel bosco per diversi km, quindi si apre alle colture e alla cittadina di Barnap.

Qui sosto per cenare, ho ancora un paio di ore, e anche più, per camminare, verso le 21 mi fermo in un campeggio.o

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